Mi siedo per terra
come un bambino che gioca,
a raccogliere frammenti di vento
di un puzzle infinito.
Li rincorro
ma mi scivolano tra le dita
come se non volessero appartenere a niente.
Provo a incastrarli
ma cambiano forma
mentre li guardo.
Alcuni tagliano.
Altri non sono miei.
E io continuo
come se esistesse davvero
un’immagine finale.
Mischio lacrime e parole
per saldarli insieme
ma ogni volta
resta fuori qualcosa
o qualcuno.
Forse il puzzle
non sono io…
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Ciao Gianni…
Mi siedo a terra con te come facevo coi miei figli quando insegnavo loro e volevo anche lasciarli liberi di imparare ma anche di sbagliare .
Ti sento scoraggiato, il puzzle della vita è molto difficile e spesso manca sempre qualche pezzo che credevi di poter incasellare facilmente.Il vento disturba e quindi il pezzo che ti manca c’è, c’è anche la persona che stai cercando e so che a volte gli occhi vagano e non trovano, saranno quelle lacrime che non devi versare perché tutto sta andando a posto come si deve.Non arrovellarti con cose che non esistono e svuota il cuore ch’è veramente all’ orlo e credimi che quel puzzle non sei tu e hai ragione perché tu non sei quel puzzle, il tuo è in piena costruzione e piano piano lo vedi che si ricomporrà senza scheggiature,senza lacrime devi raccogliere i frutti del tuo lavoro e se scrivi è tutto a posto e se hai bisogno io ci sono per trovare il tassello che ti manca.La vita sembra semplice a volte quando si riesce a raggiungere un traguardo e tu vuoi troppo da te stesso.
Quindi asciuga le lacrime, fammi un sorriso e scrivi perché lo scrivere è il tassello più importante della tua vita.
Buon giornata Poeta e Scrittore, stai sereno e vedrai che la vetta è molto vicina,devi solo allungare la mano e sarai al top… Ciao!🥰🫶🏻🙋🏻🤍
Che belle parole… davvero.
Mi hai dato un’immagine che resta: quella di sedersi a terra accanto a qualcuno, non per dirgli come deve vivere, ma per stargli vicino mentre prova a rimettere insieme i pezzi. E questa cosa mi ha toccato molto.
Hai ragione: a volte ci si scoraggia perché si guarda il vuoto dove manca un tassello, e intanto non ci si accorge di quanti pezzi, piano piano, stanno già tornando al loro posto.
Forse pretendo troppo da me stesso, sì.
Forse qualche volta mi affaccio troppo sul bordo delle cose che fanno male.
Ma è anche vero che scrivere, per me, è il modo più sincero che ho per non perdermi.
Le tue parole sanno di carezza e di fiducia, e oggi fanno bene.
Per questo ti dico grazie.
Grazie per esserci, per aver letto tra le righe, per avermi ricordato che non tutto ciò che manca è perduto, e che certe costruzioni hanno solo bisogno di tempo.
Un sorriso te lo mando volentieri.
E provo a fare quello che dici: respirare, restare sereno e continuare a scrivere.
Perché forse hai ragione tu…
il puzzle non sono io.
Io sono ancora le mani che lo stanno costruendo.
Un abbraccio grande. 🤍