Mi siedo per terra
come un bambino che gioca,
a raccogliere frammenti di vento
di un puzzle infinito.
Li rincorro
ma mi scivolano tra le dita
come se non volessero appartenere a niente.
Provo a incastrarli
ma cambiano forma
mentre li guardo.
Alcuni tagliano.
Altri non sono miei.
E io continuo
come se esistesse davvero
un’immagine finale.
Mischio lacrime e parole
per saldarli insieme
ma ogni volta
resta fuori qualcosa
o qualcuno.
Forse il puzzle
non sono io…




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