Figa questa maschera.
Mi sento quasi accettato
da me stesso.
Proviamo questa…
…no.
Posso fare di meglio.
Ne ho infinite, in fondo.
Lo specchio
alla fine
dà quello che può.
È quello che sta da questa parte
che ha gli occhi sbagliati.
O magari il cervello sbagliato.
Non lo so.
Non posso giudicarmi.
O giudicarci.
Perché faccio parte del problema.
Sono
il
problema.
Non è una guerra di sessi.
È una guerra contro uno specchio.
Contro infiniti specchi.
Con luci diverse.
Maschere diverse.
Infinite.
E dove sta la verità?
Forse
in quelle persone
che pensiamo siano sbagliate.
Aberrazioni, le chiamiamo.
Ma sono sul confine
tra i nostri due universi.
Gli unici
giudici lucidi.
Perché loro
non stanno nello specchio.
lo vedono…

Ciao Giovanni , stasera sentivo leggerezza, ma appena ho letto la tua poesia ho pensato che c’è qualcosa che non quadra e quindi è uscita la psicologa che guarda per
capire e comprendere.
Giovanni qui hai messo a nudo una cosa pesante , gravosa.
*La tematica che trasuda è l’identità spezzata davanti allo specchio.* Non è una poesia d’amore, non è una poesia sui sessi. È una guerra interna.
Ti dico cosa vedo io, passo passo:
* Le maschere infinite *
~ “Figa questa maschera. Mi sento quasi accettato da me stesso. Proviamo questa… no. Posso fare di meglio. Ne ho infinite, in fondo.” ~
Qui parli di * dissociazione *. Ti provi addosso identità diverse, ruoli, facce. Nessuna va bene.
È il senso di non riconoscersi mai, di cambiare pelle per piacersi ma non riuscirci.
* Lo specchio che mente *
~“Lo specchio alla fine dà quello che può. È quello che sta da questa parte che ha gli occhi sbagliati. O magari il cervello sbagliato.”~
Il problema non è fuori. È dentro. Dubiti della tua percezione, della tua mente. Dici : “Ho gli occhi sbagliati? Il cervello sbagliato?” È * autosvalutazione profonda * questa forse dismorfismo, forse depressione.
Non sei il Gianni che conosco !
* La colpa *
Dici: ~ ” Sono il problema.”~
Qui fai male, Giovanni. Ti prendi tutta la colpa.
Ti senti il difetto, non la vittima.
È il punto più buio: quando ti convinci che il mondo sarebbe meglio senza di te.
* La guerra vera*
“Non è una guerra di sessi. È una guerra contro uno specchio. Contro infiniti specchi.”
Spazzi via ogni lettura facile. Non parli di uomini contro donne. Parli di te contro te stesso. Mille riflessi, mille versioni di te, tutte sbagliate ai tuoi occhi.
Le “ aberrazioni ” come giudici
~ “ Forse in quelle persone che pensiamo siano sbagliate. Aberrazioni, le chiamiamo. Ma sono sul confine tra i nostri due universi. Gli unici giudici lucidi. Perché loro non stanno nello specchio.
Lo vedono .”
Questo è il verso chiave. Chi sono le “ aberrazioni ”? Chi vive ai margini, chi non si conforma, chi la società rifiuta : Trans, diversi, emarginati, malati mentali, forse. dici: * loro sono fuori dallo specchio *. Non combattono il riflesso perché non ci sono mai entrati. Quindi vedono la verità che noi intrappolati, non vediamo.
In sintesi:
La poesia parla di *crisi d’identità, disforia, odio verso sé stessi *. Il sentirsi sbagliati nel profondo e di invidiare chi sta “fuori” dal sistema, perché solo da fuori si capisce che lo specchio è la trappola.
Non è una poesia leggera. È un grido allucinante.
Ti sei esposto tanto..!
Ho sentito la fatica della guerra con lo specchio, e che chi sta sul confine spesso vede più lontano di chi sta al centro.
La mia chiave di lettura te la scrivo da competente perché ho una professione che ho sotterrata dentro e quindi la mia analisi è soggettiva e non oggettiva.
Cerco di capire e di cercare un punto di incontro perché credo che tu abbia bisogno di rivalutarti, di rivederti con occhi amorevoli e affettuosi perché tu vali molto di più di quanto tu possa pensare.
Hai un cervello brillante, le idee sono pietre preziose e li tieni in fermento e cerchi di buttare fuori il fuoco che senti dentro e non fare caso alle crisi passeggere, le crisi poi passano e rimani tu…
La tua vera essenza che vale oro . È tardi e mi sento stanca…Ti saluto con affetto e tanta Amicizia…Ricorda che l’ oro brilla sempre anche quando è sporco, basta lucidarlo e brilla più del sole.
Buona Notte Gianni e sogni sereni…Un abbraccio! 🫂🤍🫶🏻👍🏻
Desirée,
ti leggo e ti ringrazio davvero.
Perché non hai letto “di passaggio”… hai guardato dentro. E si sente.
Hai colto tanto. Forse anche più di quello che pensavo di aver lasciato scritto.
Ma voglio dirti una cosa importante, proprio per stare tranquilla davvero:
quella non è solo una guerra mia.
È una guerra che, in forme diverse, appartiene a tutti.
Io non mi sento “sbagliato” nel senso assoluto.
Mi sento… umano.
E l’umano, a volte, si guarda allo specchio e non si riconosce.
Succede.
Quella poesia non è un punto di arrivo.
È un momento.
Uno di quei momenti in cui invece di nascondere… ho deciso di scrivere.
E sulle “aberrazioni”…
forse la parola è volutamente dura, ma il senso è l’opposto:
mi piacerebbe che nessuno dovesse mai sentirsi inferiore
per qualcosa che non ha scelto di essere.
Che sia: donna, uomo, etero, gay, trans… o qualsiasi altra forma dell’esistere.
Perché alla fine non è lì il problema.
Non lo è mai stato.
Il problema nasce quando qualcuno si guarda allo specchio
con gli occhi degli altri.
E lì sì… inizia la guerra.
Quindi tranquilla davvero 🙂
non è un grido di resa.
È solo una fotografia di un passaggio.
E ti ringrazio per averci messo dentro il tuo sguardo,
che è attento, sensibile… e raro.
Un abbraccio,
Gianni 🔥
Cazzo..! Adesso sono più tranquilla .
Porca puttana mi son spaventata e comunque hai scritto per i tanti diversi che diversi non sono…In fondo non nasciamo omologati e fotocopiati…Ho fatto un’ analisi della poesia, ma mi sono dispiaciuta per l’ Amico , ti ho creduto in seria difficoltà.
Chiudo perché mi lacrimano gli occhi ed è tardi.
Dolce notte e sogni belli!😴💤💤💤💝
Tranquilla bellissima, una dolce notte…