body{font-size:0!important}body>.wp-site-blocks,body>#wpadminbar,body>#fn-article-nav,body>#fn-inner-hero,body>.wp-site-blocks main,body>.wp-site-blocks footer{font-size:16px!important}footer.wp-block-template-part{background:#080909!important;color:#cfc7be!important;border-top:1px solid #302525!important}footer.wp-block-template-part *{color:#cfc7be!important}footer.wp-block-template-part a{color:#df3c36!important}

Nel nome del Fuoco

Cinematic symbolic ascent from darkness to a summit: lone figure climbing from black smoky valley toward a glowing mountain peak, two subtle book silhouettes, black fire embers, triumphant but introspective, no readable text, landscape featured-image composition.

All’inizio lo chiamavano Elios, perché portava luce dove regnava la cenere.
Camminava tra le rovine come un dio minore, vestito di ferro e speranza.
Il mondo aveva bisogno di giustizia, e lui decise di incarnarla.

Per anni lottò contro ladri, assassini, tiranni.
Il suo nemico era un uomo oscuro di nome Karan, che lo inseguiva come un’ombra, cercando di fermarlo.
«La giustizia senza compassione è solo un altro incendio», gli disse una volta.
Elios lo ignorò. Credeva che la purezza fosse l’unico modo per salvare gli uomini — anche da se stessi.

Ma più bruciava il male, più si convinceva che il male fosse ovunque.
Cominciò a punire chi mentiva, poi chi taceva, poi chi sbagliava per paura.
Un giorno uccise un ragazzo che aveva gettato una carta a terra, perché “chi non rispetta la Terra, non merita di abitarla”.
E fu allora che Karan tornò, per l’ultima volta.
Tentò di fermarlo, di spegnere quella fiamma ormai impazzita.
Ma Elios lo annientò, accecato dal proprio ideale.

Quando il silenzio tornò, il mondo era morto.
Le città fuse, gli oceani evaporati, e nel cielo solo il crepitio di una luce sterile.
Elios guardò le sue mani incandescenti e pianse — ma le sue lacrime erano fuoco, e dove cadevano distruggevano anche la memoria.

Aveva salvato l’universo, ma non restava nessuno da proteggere.
Il suo senso di giustizia si era consumato come una torcia, lasciandolo solo, cieco, vuoto.
Allora alzò gli occhi verso il Sole e sussurrò:
«Se la luce è verità, io entrerò nella luce per trovare il buio.»

E si gettò nel cuore della stella.
Non per morire, ma per sparire in ciò che aveva venerato.
Si racconta che da allora, tra le orbite fredde dei pianeti estinti, una cometa di fuoco pianga ogni volta che un uomo confonde la giustizia con la vendetta.

🔥 Hai sentito una scintilla?
Puoi sostenere Fuoconero, il sito e le prossime storie.
Lascia una scintilla

Resta dentro Fuoconero

Se vuoi ritrovare i nuovi articoli senza affidarti agli algoritmi, puoi riceverli direttamente via e-mail.

Continua su Fuoconero

Esplora Fuoconero

Il mondo visto dal nero Notizie Il mondo visto dal nero Cronaca, scienza, tecnologia e cultura osservate senza fermarsi al titolo. Vai alle notizie Le rubriche di Fuoconero Rubriche Le rubriche Fisica…MENTE, ANI…MALE e NATURAL…MENTE: scienza, natura e curiosità. Scopri le rubriche Fuoconero, il romanzo Romanzo Fuoconero Entra nell’universo narrativo della Stella Nera e scopri il romanzo. Scopri il romanzo

Lascia un commento

Lascia una scintilla