scultura di plastica

[Intro – sussurrato]
(fuoco che brucia piano… memoria che si piega)


[Verse 1]
Brucio una fotografia,
la fiamma danza e poi va via.
Si piega il volto nel calore,
si contorce insieme al cuore.
Dalla cenere sale un riflesso,
di ciò che ero e non ho più adesso.


[Pre-Chorus]
Ogni incendio, un ricordo che cresce,
ogni addio, una forma che arde.
Forse l’arte è solo dolore,
scolpito nel fumo di un vecchio amore.


[Chorus]
Scultura di plastica,
dedicata a tutto ciò che ho perso.
Un altare tossico e terso,
dove l’anima si mastica.
Deformata ma sincera,
come la mia primavera nera.


[Verse 2]
Ogni foto che arde si piega,
ogni sogno si spegne e mi nega.
Le fiamme cantano dolci e amare,
mentre il tempo smette di bruciare.
Il fumo disegna sul soffitto,
un addio lento, un vecchio conflitto.


[Bridge – sussurrato / spoken]
Una statua di plastica,
dedicata a tutte le cose che ho perso.
La guardo e mi sembra un verso,
che sopravvive alla mia fatica.
È l’arte che resta nel rogo,
il mio ricordo, il mio sfogo.


[Final Chorus – più intenso]
Scultura di plastica,
sei il mio museo di ferite,
le mie verità scolpite,
in una forma instabile e drastica.
Brucio per non dimenticare,
ma resto per non smettere d’amare.


[Outro – sussurrato]
(e quando la cenere cade,
io mi riconosco… ancora caldo,
ancora vivo.)

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