esterno notte…

[Intro]
Un fiammifero accende il silenzio,
la notte respira piano.
C’è odore di ricordi e cenere,
e io resto a guardare — senza più paura.

[Strofa 1]
Riesco a vedere ogni stella,
nonostante la fiamma che balla.
Qui davanti alle mie emozioni,
che al momento non sono canzoni,
ma solo silenzi bruciati,
fatti di ricordi ristampati.
Potrei anche non bruciarmi le dita,
ma è divertente giocare con la vita.

[Ritornello 1]
Questa fotografia bruciata
rinasce come scultura annerita,
cade in fondo al braciere
insieme a tutte le mie preghiere.
Ma io non prego nemmeno i santi,
figurarsi chi mi ha fatto fare mille pianti.
Metto le mani nella cenere che era il tuo volto,
mi sporco dita e anima di ciò che il tempo mi ha tolto.

[Strofa 2]
La plastica della fotografia bruciata
ha una forma stranamente ben definita,
sembra quasi fatta da uno scultore,
dedicata a tutto il mio dolore.
Ma il fuoco è estremamente rassicurante,
mi scalda anima, corpo e mente,
fa evaporare le mie lacrime
e mi regala infinite rime.

[Bridge]
Ora che guardo le scintille salire,
mi sembra di potermi riaccendere, e ripartire.
Tra tutto ciò che ho perso e ciò che ho capito,
ritrovo me stesso, anche se ho fallito.

[Ritornello 2 – Positivo]
Questa fotografia bruciata
ora sembra una strada illuminata,
mi mostra dove andare davvero
senza più il peso di un pensiero.
Non prego santi né fantasmi del passato,
ma ringrazio tutto ciò che ho imparato.
Metto le mani nella cenere del mio vecchio volto,
e trovo forza in tutto quello che il tempo mi ha tolto.

[Outro]
E la notte si spegne piano,
ma dentro — brucia ancora qualcosa di umano.

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