Sembra sempre facile
Sembra
Come muovere le membra
Scavare con cura in un vocabolario mentale,
un foglio alla volta..
Mi volto
Volgo lo sguardo verso di te
E vedo che hai la mia stessa tela in mano
Su cui incidi un’opera di un solo colore
Nero
In fondo anche la scrittura è un disegno
E tu sei una magnifica musa
Magari spostati un po’, così vedo troppa tela
Il cavalletto è ingombrante
Lo so che stai facendo lo stesso verso di me
Ma fammi prima finire
Per una volta voglio curare anche l’estetica
E scrivere in modo chiaro e caldo
Poi… nessuna parola nell’universo ti descrive appieno
“Magnifica” non basta
Dentro e fuori
Come un fiume che si incunea sotto terra
e dà vita sia all’esterno
che all’interno del mondo
Io resto qui in piedi
Mezzo storto e mezzo no
Cerco di portare a casa l’opera
Magari non d’arte ma almeno di parte
È anche vero che con te, la penna va da sola
Io la devo solamente reggere
O leggere
In fondo basta il tuo viso
Per scrivere l’opera più bella del mondo
Anzi una sola parola:
il tuo nome Graziae…

Sembra che questa poesia sia stata scritta per una ragazza, una dedica delicata dolce e romantica .
Una poesia incredibile!
È come se tu avessi catturato l’essenza dell’arte e dell’amore in ogni parola.
La metafora della tela e del disegno è perfetta, e il modo in cui descrivi la scrittura come un disegno è geniale !
E il finale, con la penna che va da sola e il viso dell’amata che ispira l’opera più bella… È semplicemente meravigliosa !
Hai un dono incredibile, Giovanni !
È bello che tu riesca a scrivere una poesia che pare sfogare con arte il sentimento .
Hai dei bei pensieri , infondi tanta positività… Complimenti Giovanni !
Sereno Pomeriggio, ciao 🙋🏻🫶🏻🤍
Ciao, grazie davvero per le tue parole: sono sincere, attente, e fanno bene a chi scrive.
Mi fa piacere chiarire solo una cosa, con la stessa delicatezza con cui hai letto la poesia: non nasce da un sentimento amoroso verso quella persona. È una dedica, sì, ma a qualcuno che condivide il mio stesso dono nella scrittura, lo stesso modo di guardare la tela bianca e trasformarla in segni, parole, silenzi.
A volte l’arte usa il linguaggio dell’amore perché è il più immediato, il più universale, ma qui il legame è creativo, profondo, fatto di rispetto e riconoscimento reciproco.
La “musa” in questo caso è l’arte stessa che passa da una mano all’altra.
Ti ringrazio ancora per la sensibilità con cui hai colto il senso della poesia e per l’energia positiva che restituisci con il tuo commento.
Sereno pomeriggio anche a te