Unghie…

unghie

Unghie…

Una lavagna,

graffiata,

a fondo,

come fosse la tela di un artista,

con il taglierino facile,

come se si fosse cercato di scappare,

dalla vita,

resta solo,

solo l’immagine di un suono,

un suono terribile,

acuto come l’urlo sofferente della morte,

che non ti fa capire,

se i tuoi sensi funzionano bene,

ti confonde,

ti entra dentro,

ti lascia a terra,

ti stacca le unghie,

per quanto è alta la frequenza,

e quella del cuore prima si alza,

e poi si abbassa di colpo,

e il picco,

è stata un’emozione fortissima,

ma che forse era meglio non provare…

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