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Ani…MALE – Lo scoiattolo che trasformò un pickup in una dispensa: 42 galloni di noci nel motore

Uno scoiattolo rosso accanto al vano motore di un pickup pieno di noci nere.

Quattro giorni. È bastato questo a uno scoiattolo rosso del North Dakota per trasformare un Chevrolet Avalanche in qualcosa a metà tra un’automobile e un deposito alimentare clandestino. Quando il proprietario, Bill Fischer, è tornato da un viaggio di lavoro, ha trovato il vano motore, i parafanghi e altri spazi del pickup letteralmente stipati di noci nere.

La storia sembra costruita apposta per un meme. E infatti è così che ci è arrivata. Solo che, dietro la battuta, c’è una vicenda vera — e anche parecchio interessante dal punto di vista del comportamento animale.

Il meme è vero? Sì, ma con una precisazione

Meme che racconta di uno scoiattolo che avrebbe riempito il motore di un’auto con circa 70 chili di noci.
Il meme da cui è partito lo spunto per questo articolo. La sostanza della storia è vera: cambiano solo, a seconda delle fonti, le stime del peso complessivo.

La vicenda risale al settembre 2021 e arriva da Fargo, North Dakota. Fischer raccontò di avere tirato fuori dal suo pickup sette secchi di noci nere, per un volume complessivo di circa 42 galloni statunitensi: quasi 160 litri.

Il numero dei “70 chili” che gira nei meme non nasce quindi dal nulla, ma va preso come una stima. Alcune cronache dell’epoca parlarono di oltre 150 libbre, cioè circa 68 kg, mentre altre riportarono valori ancora maggiori. Il dato più solido e direttamente attribuito al proprietario resta quello dei 42 galloni.

E comunque, diciamolo: anche senza litigare sull’ultimo chilo, stiamo parlando di una quantità di noci abbastanza grande da costringere Fischer a smontare i parafanghi del pickup per liberarlo.

Il dettaglio più assurdo: non era la prima volta

La parte più bella della storia è forse questa: Fischer non rimase nemmeno completamente sorpreso. Dal 2013, infatti, uno scoiattolo rosso aveva preso l’abitudine di utilizzare proprio quel Chevrolet Avalanche come deposito. Secondo il racconto del proprietario, il fenomeno si ripeteva negli anni in cui il noce vicino produceva grandi quantità di frutti.

Nel cortile c’erano anche altri veicoli. Lo scoiattolo, però, sembrava avere una preferenza quasi ossessiva per il pickup. Fischer provò perfino a parcheggiarlo più lontano dall’albero, in strada. Niente da fare: il piccolo magazziniere continuava a ritrovarlo.

La sua ipotesi era che l’Avalanche offrisse un percorso particolarmente comodo: lo scoiattolo poteva risalire lungo il telaio e raggiungere il vano motore, dove trovava numerose cavità protette, asciutte e relativamente difficili da raggiungere per altri animali.

Perché uno scoiattolo dovrebbe fare una cosa del genere?

Per noi un motore è un motore. Per uno scoiattolo, se è fermo, accessibile e pieno di anfratti, può essere semplicemente una gigantesca tana artificiale con scaffali incorporati.

Molti scoiattoli accumulano cibo per superare i periodi in cui le risorse diventano più scarse. In biologia si parla di food caching, cioè conservazione del cibo in depositi. Le strategie principali sono due: il larder hoarding, in cui il cibo viene concentrato in uno o pochi grandi magazzini, e lo scatter hoarding, in cui viene distribuito in molti piccoli nascondigli.

I red squirrels nordamericani possono usare entrambe le strategie a seconda dell’ambiente e delle risorse disponibili. Creare una riserva permette di sfruttare un momento di abbondanza — per esempio la caduta massiccia di semi e noci in autunno — e trasformarlo in una specie di assicurazione alimentare per i mesi successivi.

Una “cassaforte” su quattro ruote

Dal punto di vista dello scoiattolo, la scelta del pickup aveva una logica sorprendentemente buona. Il vano motore offriva copertura, spazi nascosti e protezione. Inoltre una grossa automobile ferma per giorni può apparire molto più stabile di quanto noi immaginiamo: l’animale non sa che quell’enorme oggetto di metallo potrebbe, da un momento all’altro, accendersi e partire.

Questo spiega anche perché episodi simili non siano affatto impossibili. Roditori e altri piccoli mammiferi entrano occasionalmente nei vani motore per ripararsi, costruire nidi o accumulare materiale e cibo. Per l’automobilista il risultato può essere molto meno divertente del meme: materiale vicino a parti calde, cablaggi rosicchiati, prese d’aria o ventole ostruite possono creare danni e problemi meccanici.

Ma come fa a ricordarsi dove mette tutto?

Ed eccoci alla parte davvero affascinante. Il cervello degli scoiattoli che fanno scorte è molto più organizzato di quanto suggerisca l’immagine del roditore frenetico che corre avanti e indietro con una noce in bocca.

Studi sul comportamento degli scoiattoli hanno mostrato che questi animali possono utilizzare memoria spaziale e olfatto per recuperare le proprie riserve. In alcune specie che distribuiscono le scorte in molti punti, la sfida cognitiva è enorme: bisogna gestire centinaia o perfino migliaia di nascondigli e, contemporaneamente, ridurre il rischio che altri animali li saccheggino.

Una ricerca dell’Università della California, Berkeley ha mostrato nei fox squirrels una strategia ancora più raffinata: gli animali sembrano organizzare le noci in gruppi spaziali in base al tipo, una forma di “chunking”. È qualcosa di concettualmente simile a quello che facciamo noi quando dividiamo le informazioni in categorie per ricordarle meglio.

In altre parole: non è detto che lo scoiattolo abbia una mappa mentale perfetta di ogni singola noce, ma il suo sistema di conservazione è tutt’altro che casuale.

Sette secchi in quattro giorni: quanto lavoro significa?

Qui possiamo solo fare un ragionamento qualitativo, perché non sappiamo quante singole noci fossero state trasportate né quanto di quel materiale fosse stato accumulato esattamente durante quei quattro giorni. Ma basta osservare le fotografie dell’epoca per capire la quantità di viaggi necessaria.

Ogni noce deve essere individuata, afferrata, trasportata fino al veicolo, portata dentro e sistemata. Ripetere l’operazione centinaia e centinaia di volte significa investire un’enorme quantità di tempo ed energia. Per lo scoiattolo, però, quell’investimento ha senso: una noce conservata oggi è energia disponibile quando il cibo diventerà più difficile da trovare.

E Fischer? Ormai aveva imparato la lezione

Dopo anni di convivenza forzata con il suo insolito meccanico, Fischer aveva sviluppato una procedura: quando le noci cominciavano a cadere dall’albero, controllava il pickup prima di metterlo in moto e aspettava la fine della “stagione del raccolto” prima di effettuare una pulizia definitiva.

Nel 2021 il lavoro fu particolarmente impegnativo. Cinque secchi arrivarono dal vano motore e altri due dalle zone dietro i parafanghi. E, dopo aver rimontato tutto e aver guidato il mezzo, Fischer raccontò di avere sentito ancora qualche noce rotolare in punti del telaio impossibili da raggiungere.

La scena finale è perfetta: secondo Fischer, mentre lui svuotava la riserva, lo scoiattolo lo osservava dall’albero. Probabilmente non possiamo sapere cosa pensasse davvero. Ma se esiste un equivalente scoiattolesco di “ma che cazzo stai facendo con la mia roba?”, quello doveva essere il momento giusto.

Il lato Ani…MALE della storia

La tentazione è raccontarla come l’impresa di uno scoiattolo mezzo matto che ha deciso di vandalizzare una macchina. In realtà è quasi il contrario. L’animale stava facendo esattamente ciò che l’evoluzione gli ha insegnato a fare: approfittare dell’abbondanza, trovare un posto sicuro e prepararsi al futuro.

Il problema è che, ogni tanto, la natura incontra la tecnologia umana e interpreta le nostre invenzioni secondo le proprie regole. Noi vediamo un Chevrolet Avalanche. Lui vede una dispensa blindata da una tonnellata e mezza.

E, a essere sinceri, guardando quanto bene aveva riempito ogni spazio disponibile, viene quasi da ammettere che l’idea non fosse neanche male.


Fonti e approfondimenti

  • The Washington Post – ricostruzione della vicenda di Bill Fischer e dei 42 galloni di noci.
  • UPI – dichiarazioni di Fischer e dettagli sulla rimozione delle noci dal pickup.
  • The Drive – stime sul peso complessivo della riserva.
  • UC Berkeley – ricerca sulle strategie di organizzazione e memoria delle scorte negli scoiattoli.
  • Animal Diversity Web – comportamento alimentare e strategie di accumulo dello scoiattolo rosso nordamericano.
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