Immaginate un soprano nel momento in cui sale verso una nota alta. La bocca si apre, il tratto vocale cambia forma e alcune frequenze vengono amplificate meglio.
Adesso togliete il teatro, l’orchestra e il pubblico. Mettete al loro posto la foresta pluviale del Madagascar.
E sul palco lasciate un lemure.
Gli indri, grandi primati endemici del Madagascar e celebri per i loro lunghi canti, sembrano utilizzare una soluzione acustica sorprendentemente simile a quella dei cantanti lirici: più sale la frequenza della vocalizzazione, più aprono la bocca.
83 video e 19 cantanti selvatici
Lo studio, pubblicato su PLOS Computational Biology, ha analizzato 83 registrazioni video di 19 indri selvatici nelle foreste di Maromizaha e nella riserva di Mitsinjo.
I ricercatori hanno utilizzato un sistema di motion tracking senza marcatori per seguire fotogramma per fotogramma la posizione del labbro superiore e inferiore, sincronizzando il movimento con l’audio.
Il risultato è stato netto: l’apertura della bocca aumentava con l’aumentare della frequenza del canto.
La fisica di un soprano
La nostra voce non dipende soltanto dalle corde vocali. Bocca e gola formano una sorta di tubo risonante. Cambiandone la geometria cambiano anche le frequenze che vengono amplificate.
Nel canto lirico i cantanti possono modificare la forma del tratto vocale per far coincidere determinate risonanze, i formanti, con le armoniche della voce. È ciò che viene chiamato formant tuning.
Negli indri il rapporto osservato tra apertura della bocca e altezza del suono è compatibile con una strategia dello stesso tipo.
Questo non significa che un lemure stia pensando alla propria tecnica vocale come farebbe un cantante addestrato. Significa che il risultato fisico è sorprendentemente simile.
Perché cantare in una foresta?
In una foresta densa vedere i vicini può essere difficile. Farsi sentire, invece, può essere fondamentale.
Gli indri utilizzano canti lunghi e strutturati per segnalare il territorio, mantenere i rapporti tra gruppi e ritrovarsi quando alcuni individui si separano. Maschi e femmine possono intrecciare le proprie frasi vocali in veri duetti.
Una voce capace di propagarsi meglio attraverso la vegetazione può quindi offrire un vantaggio concreto: comunicare senza dover arrivare allo scontro fisico.
Quando l’evoluzione trova la stessa soluzione due volte
La linea evolutiva degli indri e quella umana si sono separate decine di milioni di anni fa. Nessun antenato comune recente ha insegnato a entrambi come proiettare una nota.
È questo a rendere la storia interessante: quando organismi differenti affrontano problemi simili, l’evoluzione può arrivare indipendentemente a soluzioni comparabili.
Il problema è semplice: come faccio a farmi sentire più lontano?
La risposta passa attraverso la stessa fisica, sia che ci troviamo in un teatro sia che siamo appesi a un albero del Madagascar.
Una voce che rischia di sparire
L’indri è classificato come specie in pericolo critico. La perdita e frammentazione dell’habitat e la caccia minacciano popolazioni che, per di più, si sono dimostrate estremamente difficili da mantenere e riprodurre in cattività.
Studiare il loro canto, quindi, non significa soltanto scoprire un’altra curiosità sul comportamento animale. Significa comprendere meglio una forma di comunicazione che potrebbe scomparire insieme alla foresta che l’ha prodotta.
Gli indri non hanno inventato l’opera.
Hanno semplicemente scoperto, molto prima che esistessero i teatri, la stessa fisica.
Fonti
Reuters – Singing lemurs may use a soprano-like trick to project songs, 21 settembre 2026.
University of Warwick / EurekAlert – Lemur uses opera singer’s trick to belt out forest songs.




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