
Guardatela. Galleggia sulla schiena, si strofina il muso, tiene il cibo tra le zampe. La lontra sembra progettata con un solo obiettivo: farci dire «oddio che carina».
Poi cominci a leggere gli studi scientifici. E scopri che forse le alghe servono anche a impedire alla fedina penale di galleggiare via.
Prima cosa: «la lontra» non esiste
Con la parola “lontra” stiamo mettendo nello stesso sacco 13 specie viventi, distribuite in buona parte del mondo. Appartengono tutte ai Mustelidi: la famiglia di donnole, faine, visoni, tassi, tassi del miele e ghiottoni. Guardando certi comportamenti, la parentela comincia improvvisamente ad avere senso.
La lontra marina (Enhydra lutris) è il mustelide vivente più pesante e i maschi più grandi possono avvicinarsi ai 45 kg. La lontra gigante sudamericana (Pteronura brasiliensis) è invece la più lunga: può raggiungere circa 1,8 metri. In pratica: un mustelide formato famiglia che ha scoperto il nuoto.
La parte Disney: mamme, cuccioli e strumenti

Le lontre marine hanno una pelliccia eccezionalmente fitta che deve essere curata continuamente. Sono famose anche per l’uso di strumenti: pietre e altri oggetti diventano vere e proprie incudini per rompere molluschi e prede dal guscio duro.
Le madri investono moltissimo nei piccoli, che rimangono dipendenti per mesi e imparano da loro anche che cosa mangiare e come procurarselo. I cuccioli devono sviluppare le capacità necessarie a immergersi, nuotare e foraggiare efficacemente: la madre li accompagna in un apprendistato tutt’altro che breve.
Fin qui: zampette, strumenti, mamme premurose. Possiamo ancora tenere Disney+ aperto.
«Ridammi il bambino e ti ridò il pranzo»
Poi incontriamo quello che nella letteratura viene descritto come hostage behavior: comportamento da ostaggio.
Quando una madre si immerge per cercare cibo e lascia temporaneamente il piccolo in superficie, sono stati osservati maschi afferrare il cucciolo e trattenerlo. Al ritorno della madre con la preda, il maschio può appropriarsi del cibo. In un’osservazione in Alaska un maschio spinse il piccolo sott’acqua e sottrasse poi alla madre la vongola che aveva raccolto.
Rapina. Sequestro. Estorsione. Manca il passamontagna.
Poi c’è quella che mangia i caimani

Cambiamo specie e continente del delitto. La lontra gigante sudamericana mangia soprattutto pesci, ma nel Pantanal sono stati documentati attacchi a caimani yacare subadulti. Alla fine della stagione secca del 2009 alcuni individui furono filmati mentre catturavano caimani rimasti nelle pozze poco profonde.
Non stiamo parlando di una lontra che rosicchia una carcassa trovata per caso: i ricercatori descrissero individui che catturavano direttamente i caimani. In una delle osservazioni la preda fu portata a riva ancora viva e attaccata alla nuca. Furono inoltre trovati resti di caimano nelle feci del gruppo.
Naturalmente il Pantanal non assegna ruoli fissi: caimani più grandi possono a loro volta rappresentare un pericolo per le lontre, soprattutto per i giovani. Dipende, sostanzialmente, da chi incontra chi e da quanto è grosso.
Perché evidentemente mangiare pesce tutti i giorni, dopo un po’, annoia.
Adesso possiamo parlare di sesso. Purtroppo.
L’accoppiamento delle lontre marine può essere molto aggressivo. Il maschio può trattenere la femmina mordendola sul muso e sul naso; le lesioni possono essere importanti e sono stati documentati anche casi con conseguenze fatali.
Ma la faccenda diventa ancora più inquietante quando l’altro animale… non è nemmeno una lontra.
Sì. Anche con le foche.
Uno studio pubblicato nel 2010 documentò nella baia di Monterey, in California, 19 episodi di comportamento sessuale interspecifico tra maschi di lontra marina meridionale e giovani foche comuni del Pacifico, osservati tra il 2000 e il 2002.
Almeno tre maschi furono osservati mentre molestavano, trascinavano, sorvegliavano e copulavano con giovani foche. Furono recuperate quindici carcasse e sette vennero esaminate dettagliatamente: i ricercatori descrissero lesioni traumatiche gravi compatibili con le interazioni osservate.
Non è quindi una leggenda metropolitana nata sui social. È un comportamento realmente documentato — ma in specifici individui di una specifica popolazione, non un’etichetta da appiccicare a tutte le lontre del pianeta.
E la morte non sempre metteva fine alla storia
Lo stesso studio riporta maschi che continuarono a trascinare, sorvegliare e copulare con carcasse di giovani foche. In alcuni casi il comportamento venne osservato fino a sette giorni dopo la morte.
A questo punto possiamo ufficialmente chiudere Disney+.
E il famoso procione?

Circola anche un filmato in cui una lontra trascina sott’acqua un procione, interpretato da molti come un tentativo di accoppiamento. La scena è diventata una delle storie più assurde associate a questi animali.
Qui, però, fermiamo per un momento il processo: non abbiamo trovato una fonte scientifica solida che permetta di stabilire con certezza che quel comportamento avesse natura sessuale. Il video può essere mostrato e discusso; l’interpretazione non va trasformata in un fatto zoologico dimostrato.
Ed è quasi poetico che esistano anche interazioni documentate in cui è invece il procione a fare il delinquente e rubare il pesce a una lontra. La natura ama la par condicio.
Quindi le lontre sono dei mostri?
No. Ed è proprio qui che ANI…MALE diventa interessante.
«Buono», «cattivo», «criminale» e «pervertito» sono categorie morali umane. Gli animali non seguono il nostro codice penale e i comportamenti estremi raccontati qui non appartengono necessariamente a ogni individuo, specie o popolazione.
Ma non serve neppure trasformare la natura in una favola. Lo stesso gruppo animale che ci mostra uso di strumenti, cure parentali, apprendimento e comportamenti irresistibilmente teneri può mostrarcene altri brutali.
La natura non è buona. Non è cattiva. È natura.
Il vero superpotere della lontra
Forse il problema non è quello che fa. È quella faccia.
Perché dopo aver letto di cuccioli usati come ostaggi, caimani trasformati in pranzo, accoppiamenti violenti, comportamenti sessuali interspecifici e interazioni con carcasse… continuiamo comunque a guardarla e pensare:
«Sì, però guarda che zampette.»
Da dove è partita questa storia
Questo ANI…MALE nasce anche dopo aver visto il video di Barbascura X che mi ha fatto venire voglia di andare a controllare quanta parte della fedina penale delle lontre fosse documentata davvero. Risposta breve: parecchia. Per tutto il resto, abbiamo separato le battute dalle fonti scientifiche.
Fonti e approfondimenti
- Harris H.S. et al. (2010), Lesions and Behavior Associated with Forced Copulation of Juvenile Pacific Harbor Seals by Southern Sea Otters, Aquatic Mammals / U.S. Geological Survey.
- Estes J.A., Tinker M.T., Lyon B.E. (2003), Individual variation in prey selection by sea otters: patterns, causes and implications, Journal of Animal Ecology.
- Riedman & Estes e successive osservazioni sul cosiddetto hostage behavior nelle lontre marine.
- Ribas C. et al. (2012), Giant otters feeding on caiman: evidence for an expanded trophic niche of recovering populations, Studies on Neotropical Fauna and Environment.
- Beichman A.C. et al. (2019), studio genomico comparativo su lontra marina e lontra gigante, Molecular Biology and Evolution.
- IUCN/SSC Otter Specialist Group, schede sulle specie di lontra.




Rispondi