Perché chiamiamo “sogni” i desideri, se quando sogniamo davvero tutto è confuso, assurdo e senza logica?
Da questa domanda è nata Sogni confusi: un viaggio tra memoria, immagini impossibili, ricordi che sembrano veri e quella strana sensazione per cui, mentre sogniamo, anche l’assurdo ci sembra perfettamente normale.
Un desiderio è un sogno rotto a metà.
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Sogni confusi
Mi rimbalza questo ricordo addosso che pensavo di aver già rimosso. Non so se sto camminando o volando, non capisco se sto nuotando o sognando. La mia macchina cambia colore e forma, i miei passi non lasciano nessuna orma. La ragione è rimasta dietro a un muro, tutto è impossibile, eppure sembra sicuro. Se i sogni sono strani, senza logica né piani, perché li chiamiamo i desideri del domani? Perché “se i sogni son desideri”, mentre sogni non ricordi nemmeno chi eri? I nostri desideri sono confusi, strani e sfocati? O i sogni sono desideri storti e mascherati? Cerco di dare un senso alle parole, ma in questo momento è spenta la ragione. Mentre cerco di smettere di volare, arriva una pioggia fitta di rane. Non so se è una delle piaghe d’Egitto o se me la sono fatta sotto, zitto zitto. So solo che, se questo è un mio desiderio, ciò che voglio è veramente un mistero. E finalmente capisco la verità: un desiderio è un sogno rotto a metà. Se i sogni sono strani, senza logica né piani, perché li chiamiamo i desideri del domani? Perché “se i sogni son desideri”, mentre sogni non ricordi nemmeno chi eri? I nostri desideri sono confusi, strani e sfocati? O i sogni sono desideri storti e mascherati? Cerco di dare un senso alle parole, ma in questo momento è spenta la ragione. Corro nei pensieri ma non trovo l’uscita, cambio scena, cambio faccia, cambio vita. Ieri è domani, il presente è già passato, ogni ricordo sembra vero finché non mi sono svegliato. La logica dorme, la mente fa casino, apro una porta e mi ritrovo da bambino. Se il sogno è ciò che voglio, allora dimmi perché quando finalmente sogno non so nemmeno chi sono né dov’è il mio “me”. Cerco una risposta dentro immagini sbiadite, tra persone mai esistite e strade già finite. Forse il desiderio è solo un sogno organizzato, con un senso da svegli che dormendo abbiamo scordato. Se i sogni sono strani, senza logica né piani, perché li chiamiamo i desideri del domani? Perché “se i sogni son desideri”, mentre sogni non ricordi nemmeno chi eri? I nostri desideri sono confusi, strani e sfocati? O i sogni sono desideri storti e mascherati? Cerco di dare un senso alle parole, ma in questo momento è spenta la ragione. Sogni confusi…




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