Per anni abbiamo raccontato una storia semplice: il leone ammazza, la iena arriva, aspetta il momento buono e prova a fregargli qualcosa.
Solo che, a quanto pare, qualcuno aveva letto il copione al contrario.
Un nuovo studio condotto tra Namibia e Botswana ha seguito con collari GPS 17 leoni e 14 iene maculate, ricostruendo i loro movimenti con una precisione impossibile da ottenere semplicemente osservandoli nella savana. Quando i ricercatori hanno messo insieme migliaia di incontri, è comparso un comportamento piuttosto chiaro: le iene tendevano ad allontanarsi dai leoni, mentre i leoni — soprattutto i maschi — tendevano ad avvicinarsi alle iene.
La cosa divertente è che una delle ricercatrici, Nancy Barker, se n’era già accorta guardandoli dal vivo. Aveva visto leoni seguire deliberatamente le iene, ma quando aveva raccontato quelle osservazioni ad altri esperti le era stato risposto, in sostanza, che probabilmente stava interpretando la situazione al contrario.
Il GPS, educatamente, ha deciso di intervenire nella discussione.
Questo non significa che le iene non rubino mai le prede ai leoni o che non possano seguirli. La relazione tra due grandi carnivori concorrenti è molto più complicata di così. Significa però che, nelle interazioni analizzate, il rischio sembra essere percepito soprattutto dalla iena.
Ed è qui che la storia diventa interessante anche fuori dalla zoologia.
Noi tendiamo a trasformare gli animali in personaggi: il leone è il re, la iena è la ladra opportunista. Poi mettiamo loro un GPS e scopriamo che la natura se ne frega completamente della sceneggiatura.
Una cautela necessaria
Il campione di animali dotati di collare resta relativamente contenuto e alcune differenze osservate, soprattutto tra leoni maschi e femmine, dovranno essere confermate con ulteriori dati. È quindi una storia molto interessante, non l’ultima parola sul rapporto tra le due specie.
Fonti
- Frontiers in Ethology — studio sul comportamento spaziale di leoni e iene maculate, 9 settembre 2026.
- Frontiers — approfondimento sullo studio e sulle osservazioni della ricercatrice Nancy Barker, 9 settembre 2026.
Seguire non significa sempre cacciare
I dati GPS permettono di distinguere meglio chi modifica la propria traiettoria dopo un incontro. In questo campione erano soprattutto i leoni maschi a orientarsi verso le iene, mentre queste ultime mostravano più spesso movimenti di evitamento. Una spiegazione plausibile è che i leoni possano sfruttare le iene come indicatori della presenza di carcasse o prede, ma il tracciamento spaziale non consente da solo di ricostruire l’intenzione di ogni singolo animale.
Il punto non è sostituire uno stereotipo con quello opposto. Le due specie competono, rubano cibo l’una all’altra e cambiano comportamento in base al numero degli individui, al sesso, alla presenza di cuccioli e alla disponibilità di prede. Lo studio corregge una semplificazione: in molte interazioni osservate, non era la iena a inseguire il “re”.
Fonti complete
- Frontiers, ricerca e approfondimento del 9 settembre 2026 — https://www.frontiersin.org/journals/ethology
- Frontiers News — https://www.frontiersin.org/news

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