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Il buco nero che mangia mentre corre

Visualizzazione di un buco nero errante che attraversa una nube di gas lasciando una scia di materiale dietro di sé.

Pensiamo ai buchi neri come a mostri seduti al centro delle galassie, immobili, con tutto il resto che gli gira intorno.

Questo invece sembra essersi alzato e aver deciso di andare a mangiare fuori.

In una piccola galassia a circa 20 milioni di anni luce da noi, gli astronomi stanno studiando un buco nero di circa 35.000 masse solari che non si trova nel centro galattico. È un cosiddetto buco nero errante: un oggetto di massa intermedia che attraversa il gas della propria galassia.

E, secondo le nuove osservazioni, mentre si muove si porta praticamente dietro la cena.

La sua gravità devia il gas circostante. Davanti al buco nero il materiale rimane più rarefatto; dietro, invece, viene concentrato in una sorta di scia. Parte di quel gas finisce poi catturato e accresciuto dal buco nero.

Il meccanismo ha un nome poco poetico — accrescimento di Bondi-Hoyle-Lyttleton — ed era previsto teoricamente da tempo. La novità è che i ricercatori sostengono di averne trovato la firma osservativa in un buco nero errante.

E la cosa potrebbe aiutarci a risolvere uno dei passaggi meno chiari nella vita dei buchi neri: quello che porta dagli oggetti relativamente “piccoli” di migliaia di masse solari ai buchi neri supermassicci da milioni o miliardi di Soli.

Perché un buco nero lontano dal centro di una galassia non ha a disposizione il buffet che normalmente troviamo nei nuclei galattici.

Eppure deve pur mangiare.

Forse abbiamo appena visto come fa: si porta dietro il piatto mentre cammina.

La cautela, qui, è importante

Il lavoro è al momento un preprint e non ha ancora superato la peer review. Quindi abbiamo un’osservazione suggestiva e coerente con un meccanismo fisico previsto da tempo, ma non ancora l’ultima parola.

Fonti

  • Phys.org — approfondimento del 9 settembre 2026.
  • arXiv 2608.10719 — preprint scientifico alla base della notizia.

Che cosa hanno osservato davvero

L’oggetto si trova nella galassia nana irregolare UGCA 320. Le osservazioni spettroscopiche hanno mostrato le tre componenti attese dal modello: gas più rarefatto davanti, una regione più densa nella scia e addensamenti compatibili con il flusso di accrescimento. Le righe larghe dell’idrogeno, evidenti nel 2021, sono quasi scomparse nel giugno 2025, ricomparse in parte un mese dopo e nuovamente diminuite nell’aprile 2026: un comportamento che gli autori interpretano come possibile occultamento prodotto da grumi di gas.

Il valore della scoperta non sta soltanto nell’immagine di un buco nero “che mangia correndo”. Se confermato, questo canale mobile di accrescimento potrebbe spiegare come alcuni buchi neri di massa intermedia continuino a crescere anche lontano dai nuclei galattici, dove il gas è più facilmente convogliato. Rimane però un preprint: l’identificazione e l’interpretazione della scia dovranno superare la revisione scientifica.

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