Siamo abituati a pensare ai ragni come a piccole macchine biologiche: tela, preda, morso, fine.
E invece no. O almeno, non sempre.
Uno studio pubblicato l’8 settembre 2026 su Behavioral Ecology and Sociobiology ha osservato come il ragno Pholcus phalangioides affronta un problema più complicato del solito: catturare più prede arrivate contemporaneamente nella stessa ragnatela.
I ricercatori hanno visto che i ragni non usavano sempre la stessa strategia. Cambiavano approccio da una prova all’altra, senza mostrare una semplice ripetizione automatica né un miglioramento lineare dovuto all’allenamento. Proprio questa variabilità, secondo gli autori, è più compatibile con l’ipotesi di una soluzione basata su una forma di insight che con un comportamento puramente innato.
La parola importante, però, è ipotesi. Gli stessi ricercatori sottolineano che l’esperimento ha limiti e che la conclusione resta in parte speculativa. Non significa che il ragno “ragioni” come un essere umano, né che possiamo attribuirgli pensieri complessi solo perché cambia strategia.
Ma significa qualcosa di comunque interessante: anche con un sistema nervoso piccolissimo, un animale può mostrare comportamenti meno rigidi e più flessibili di quanto ci aspetteremmo.
Il punto di ANI…MALE
Più studiamo gli animali, più le categorie comode cominciano a scricchiolare. “Istinto” da una parte, “intelligenza” dall’altra: nella realtà biologica il confine è spesso molto più sporco.
Magari quel ragno non pensa come noi. Ma forse, ancora una volta, siamo noi ad aver pensato troppo poco a lui.
Fonte
Madison A. Rittinger, Ava Mueller e Rafael L. Rodríguez, “Pholcus phalangioides cellar spiders solve a prey capture problem differently across repeated trials”, Behavioral Ecology and Sociobiology, 8 settembre 2026.
Come è stato costruito l’esperimento
I ricercatori hanno raccolto 121 ragni in edifici dell’area dell’Università del Wisconsin–Milwaukee e li hanno sottoposti a tre condizioni: una sola mosca, tre mosche arrivate insieme oppure tre mosche con un breve intervallo. In totale sono stati registrati centinaia di tentativi, controllando anche temperatura, dimensioni dell’animale e densità della tela.
La forza del lavoro è il confronto tra previsioni diverse. Una soluzione innata dovrebbe variare poco; l’apprendimento per tentativi dovrebbe produrre miglioramenti progressivi; l’insight dovrebbe generare soluzioni qualitative differenti senza necessariamente mostrare una curva lineare. I risultati sono più vicini a quest’ultima previsione, ma non dimostrano direttamente che il ragno “veda” mentalmente la soluzione. Gli stessi autori definiscono la conclusione suggestiva e ancora speculativa.
Fonte completa
- Rittinger, Mueller e Rodríguez, Behavioral Ecology and Sociobiology 80, articolo 120 (2026), DOI 10.1007/s00265-026-03797-3 — https://link.springer.com/article/10.1007/s00265-026-03797-3

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