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Ani… MALE — Mucche con l’oblò, zaini per i rutti e altre cose che nessuno vi racconta

Bentornati su Ani… MALE, la rubrica dove la natura continua ostinatamente a dimostrare di avere più fantasia di noi.

Oggi parliamo della mucca.

Anzi.

Facciamo subito una precisazione, così evitiamo che qualche zoologo ci venga a cercare sotto casa.

Tecnicamente, quando parliamo della femmina adulta del bovino, il termine corretto è vacca.

“Mucca” è il termine comune, colloquiale, quello che usiamo praticamente tutti.

Quindi sì: scientificamente dovremmo parlare di vacche.

Ma ammettiamolo.

“Vacca con lo zaino cattura-rutti” sembra già il titolo di un articolo completamente diverso.

Perciò, per amore della lingua italiana ma anche della pace mentale, useremo entrambi i termini.

Detto questo, cominciamo.

Perché alcune mucche hanno letteralmente un tappo sul fianco che permette di accedere al loro stomaco.

E già qui la situazione si fa interessante.


🐄 La mucca con l’oblò

Esistono bovini chiamati fistolati o cannulati.

In alcuni animali utilizzati nella ricerca viene praticata chirurgicamente un’apertura che permette di accedere direttamente al rumine.

Sul fianco rimane una grossa cannula chiusa da un tappo.

In pratica:

un oblò sulla digestione.

I ricercatori possono aprirlo, prelevare materiale dal rumine, osservare i microrganismi che vivono al suo interno e capire come vengono digeriti diversi alimenti.

Sembra una scena di fantascienza.

In realtà è uno strumento usato da decenni nella ricerca sui ruminanti.

Naturalmente si tratta di una procedura chirurgica invasiva, effettuata sotto controllo veterinario e regolata da protocolli di gestione e benessere animale.

Ma la prima volta che vedete una foto di una vacca con un enorme tappo sul fianco, è perfettamente normale pensare:

“Chi ha messo un bocchettone della benzina sulla mucca?”


🥗 Ma perché proprio lì?

Perché il rumine è una specie di gigantesco fermentatore biologico.

Quando una mucca mangia erba, non è semplicemente lei a digerirla.

Dentro il rumine vive un’intera comunità di batteri, protozoi, funghi e altri microrganismi che fermentano il cibo.

La vacca, insomma, porta permanentemente con sé una fabbrica microbiologica.

Ed è talmente importante che buona parte dell’energia che ricava dal cibo dipende proprio dal lavoro di quei microrganismi.

Ma la fermentazione ha un piccolo effetto collaterale.

Produce gas.

Molto gas.


🎒 Ed ecco la mucca con lo zaino

A questo punto qualcuno, da qualche parte, deve aver pensato:

“E se raccogliessimo il gas?”

E così sono nati sistemi sperimentali che sembrano usciti da un episodio particolarmente strano di Ghostbusters.

Mucche con una sacca sulla schiena, collegate a sistemi di raccolta o misurazione del metano.

Lo scopo è studiare quanto gas viene prodotto durante la digestione.

Perché i bovini producono quantità importanti di metano, e il metano è un potente gas serra.

Quindi capire quanto ne producono, come lo producono e come l’alimentazione possa modificarne la quantità è importante anche per cercare di ridurre l’impatto ambientale degli allevamenti.

Ora arriva però la parte fondamentale.

Se vi state immaginando una gigantesca sacca per raccogliere le scoregge delle mucche…

mi dispiace.

Avete sbagliato estremità.


💨 Le mucche inquinano soprattutto ruttando

Gran parte del metano prodotto nel rumine viene eliminato attraverso la bocca.

In pratica:

le mucche ruttano metano.

Quindi quelle celebri immagini degli “zaini cattura-metano” non mostrano sofisticati raccoglitori di flatulenze.

Riguardano soprattutto la misurazione o la raccolta del gas prodotto dalla fermentazione enterica, che viene emesso in larga parte tramite eruttazione.

Anni di battute sulle scoregge bovine.

E invece erano rutti.

La scienza, a volte, distrugge i sogni.


🤯 E no, la mucca non ha quattro stomaci

Già che siamo qui, distruggiamo anche un’altra certezza dell’infanzia.

Quante volte avete sentito dire:

“Le mucche hanno quattro stomaci”?

Tecnicamente no.

La mucca ha uno stomaco suddiviso in quattro compartimenti:

  • rumine;
  • reticolo;
  • omaso;
  • abomaso.

Il rumine è il gigantesco fermentatore.

Il reticolo collabora nella gestione del materiale ingerito.

L’omaso assorbe acqua e altre sostanze.

L’abomaso è quello che più assomiglia al nostro stomaco, con acidi ed enzimi digestivi.

Quindi non è una creatura con quattro stomaci in fila come boss successivi di un videogioco.

È un sistema digestivo estremamente specializzato diviso in quattro sezioni.

Che, ammettiamolo, rimane comunque abbastanza assurdo.


👀 E mentre mangia, vi vede arrivare

Gli occhi delle mucche sono posti lateralmente sulla testa.

Questo permette loro di avere un campo visivo enorme.

È un adattamento tipico degli animali preda.

Noi abbiamo gli occhi davanti perché i nostri antenati dovevano valutare bene profondità e distanza.

Una vacca ha un altro problema:

controllare che qualcuno non stia cercando di mangiarla mentre lei sta mangiando.

Il risultato è una sorta di sistema di videosorveglianza biologico incorporato.

Quindi se pensate di sorprendere una mucca arrivandole di lato…

probabilmente lei vi aveva già visto.


❤️ E hanno pure le loro amicizie

Le mucche non sono nemmeno i grossi automi socialmente indifferenti che spesso immaginiamo.

Sono animali gregari.

Riconoscono gli individui del gruppo, mantengono relazioni sociali e mostrano preferenze per determinati compagni.

Gli studi hanno osservato che familiarità e legami sociali possono influenzare con chi preferiscono stare e interagire.

In altre parole, nel branco esiste davvero qualcosa che assomiglia molto a:

“Con quella lì sto volentieri.”

E probabilmente anche:

“Quella stronza invece no.”

Perché la natura sarà pure meravigliosa, ma le dinamiche di gruppo evidentemente sono universali.


🐄 Insomma…

La mucca che sembrava uno degli animali più normali del pianeta:

ha nello stomaco un ecosistema microscopico;

fermenta l’erba come una fabbrica biologica;

produce metano soprattutto ruttando;

può essere dotata, nella ricerca, di un vero accesso diretto al rumine;

è stata equipaggiata sperimentalmente con sistemi per raccogliere o misurare quel gas;

non ha davvero quattro stomaci;

vede quasi tutto ciò che accade intorno a lei;

e ha preferenze sociali tra i membri del branco.

La prossima volta che incontrate una mucca e lei vi guarda continuando tranquillamente a masticare, ricordate:

non vi sta semplicemente fissando.

Sta gestendo un impianto di fermentazione, una comunità microbica, un sistema digestivo a quattro compartimenti e probabilmente qualche complicato rapporto sociale con la vacca accanto.

Tutto contemporaneamente.

E voi vi sentite produttivi perché avete risposto a tre mail prima di pranzo.


💡 Curiosità finale

La ruminazione è proprio ciò che suggerisce il nome.

Il cibo parzialmente fermentato può tornare dal rumine alla bocca, essere masticato nuovamente e poi inghiottito.

Quindi quando vedete una mucca immobile che mastica senza avere apparentemente nulla davanti…

non sta necessariamente mangiando qualcosa di nuovo.

Sta facendo il secondo giro.

La mucca ha praticamente inventato il replay del pranzo.


📚 Fonti

https://animalscience.psu.edu/about/facilities/dairy-barns/pdf-dairy-sop/dairy-sop-09.pdf

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