Bentornati su Ani… MALE, la rubrica dove scopriamo che la natura è molto più incredibile di qualsiasi storia inventata.
La scorsa volta abbiamo parlato dei mitocondri.
Oggi facciamo un passo ancora più indietro.
Molto più indietro.
Talmente indietro da arrivare a quando sulla Terra non esistevano né animali.
Né piante.
Né dinosauri.
Né pesci.
Né alberi.
Nemmeno i batteri come li conosciamo oggi.
Gli scienziati gli hanno dato un nome.
L.U.C.A.
No, non è una persona.
L’acronimo significa:
Last Universal Common Ancestor
cioè:
Ultimo Antenato Comune Universale.
Attenzione.
L.U.C.A. non è stato il primo essere vivente comparso sulla Terra.
È il più antico antenato comune da cui discendono praticamente tutti gli organismi viventi esistenti oggi.
In pratica…
Ogni gatto.
Ogni quercia.
Ogni balena.
Ogni fungo.
Ogni aquila.
Ogni essere umano.
E perfino ogni batterio moderno…
Condivide, andando abbastanza indietro nel tempo, lo stesso antenato.
Pensateci un attimo.
Voi e una medusa.
Voi e un polpo.
Voi e un girasole.
Voi e un fungo porcino.
Siete parenti.
Molto, molto lontani.
Ma parenti.
Gli scienziati ritengono che L.U.C.A. sia vissuto circa 3,5-4 miliardi di anni fa.
Era una forma di vita estremamente semplice.
Probabilmente un organismo unicellulare.
Non aveva occhi.
Non aveva cervello.
Non aveva zampe.
Eppure, senza di lui, nessuno di noi sarebbe qui.
La cosa incredibile è che questa parentela è ancora visibile.
Il codice genetico è quasi universale.
Le cellule utilizzano gli stessi meccanismi fondamentali.
Il DNA funziona seguendo gli stessi principi.
È come se tutta la vita sulla Terra parlasse ancora un’antichissima lingua comune.
Ogni volta che osserviamo un animale, una pianta o perfino un batterio al microscopio, stiamo guardando un ramo diverso dello stesso gigantesco albero genealogico.
Un albero che affonda le proprie radici in un unico, antichissimo antenato.
Questo significa che la vita sulla Terra non è fatta di specie completamente separate.
È una gigantesca famiglia.
Alcuni cugini sono un po’ più strani di altri.
Molto più strani.
Ma fanno comunque parte della stessa storia.
Alla fine, la lezione è forse la più bella di tutte.
Quando guardiamo un animale, spesso vediamo qualcosa di completamente diverso da noi.
L’evoluzione, invece, vede un lontanissimo parente.
E forse è proprio questo il messaggio più affascinante della biologia.
La vita non è una collezione di specie isolate.
È un’unica storia.
Lunghissima.
Iniziata miliardi di anni fa.
E che continua ancora oggi.
Con tutti noi.
💡 Curiosità finale
Gli esseri umani condividono una parte sorprendente del proprio DNA con moltissimi organismi.
Ad esempio, condividiamo circa il 60% dei geni con la banana e circa il 98-99% del DNA con gli scimpanzé.
Può sembrare incredibile, ma è proprio ciò che ci si aspetta se tutta la vita discende, in ultima analisi, da un antenato comune.
Fonti
- https://www.nature.com/articles/nmicrobiol2016116
- https://www.britannica.com/science/last-universal-common-ancestor
- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK9841/
- https://www.science.org/doi/10.1126/science.aba2055

E questo è motivo di fascino e anche una ragione per riflettere su noi stessi e il nostro rapporto con la natura e gli animali ma anche in generale con l’universo intero. La nostra storia è la nostra origine è così affascinante e adoro come più passi il tempo e più cose scopriamo allargando i nostri orizzonti.
Hai colto esattamente lo spirito dell’articolo. ❤️ Più studiamo la natura, più ci rendiamo conto che non siamo qualcosa di separato da essa, ma un piccolo capitolo della stessa, lunghissima storia. Ed è proprio questo, secondo me, a renderla così affascinante.