Non dovremmo essere buoni per paura dell’inferno.
Dovremmo esserlo perché sappiamo riconoscere il dolore negli occhi degli altri.
Perché abbiamo capito cosa significa essere feriti, traditi, umiliati, lasciati soli.
Perché sappiamo che una parola può salvare o distruggere.
Che una mano può accarezzare o colpire.
Che una scelta può diventare rifugio o condanna per qualcun altro.
Se il bene nasce solo dalla paura di una punizione, allora non è davvero bene.
È prudenza.
È calcolo.
È terrore travestito da morale.
La vera bontà, forse, comincia quando nessuno ci guarda.
Quando non c’è un premio da vincere.
Quando non c’è un inferno da evitare.
Quando potremmo fare del male e scegliamo di non farlo.
Non perché qualcuno ce lo ordina dall’alto.
Ma perché, finalmente, abbiamo capito che anche l’altro sanguina…

Rispondi