Ani… MALE — Nati pronti, nati fregati

Noi esseri umani ci sentiamo sempre il vertice dell’evoluzione.

Poi nasciamo.

E lì la natura sembra dirci: “Sì, ok, progetto interessante… però lo finiamo dopo.”

Un puledro, dopo poche ore, prova già a stare in piedi. Una tartarughina marina esce dall’uovo e parte verso l’oceano senza che mamma tartaruga le dica: “Mi raccomando, manda un messaggio quando arrivi.” . Un cucciolo di gnu deve imparare in fretta o viene mangiato. Un neonato umano, invece, festeggia se riesce a non mettersi il piede in faccia.

Molti animali nascono già con un pacchetto base di sopravvivenza installato.

Noi invece veniamo al mondo che non sappiamo camminare, non sappiamo nutrirci da soli, non sappiamo difenderci, non sappiamo regolare bene nemmeno la nostra temperatura.

Senza cure parentali siamo, tecnicamente parlando, fottuti.

Però è proprio lì il paradosso: nasciamo incompleti perché il nostro cervello deve continuare a svilupparsi fuori dall’utero, imparando dal mondo, dagli adulti, dal linguaggio, dalla cultura.

Alcuni animali puntano sulla quantità: tante uova, tanti piccoli, poca assistenza, e chi ce la fa ce la fa.

Altri puntano sulla qualità: pochi figli, tante cure, investimento enorme.

Noi siamo la versione estrema del secondo modello: pochi piccoli, lunghissima dipendenza, genitori devastati, sonno distrutto e una creatura che per mesi sembra un dirigente senza competenze ma con molte pretese.

Quindi sì, siamo evoluti.

Ma siamo anche l’animale che, appena nato, sopravvive solo se qualcun altro decide di non dormire più per anni.

La natura non crea “migliori” o “peggiori”.

Crea strategie.

E la nostra strategia è questa: nascere fragili, imparare tutto dopo, e poi convincerci di essere superiori perché sappiamo compilare un modulo online.

Quando funziona.

Fonti:

🔥 Hai sentito una scintilla?
Puoi sostenere Fuoconero, il sito e le prossime storie.
Lascia una scintilla

3 pensieri riguardo “Ani… MALE — Nati pronti, nati fregati

Rispondi