Bentornati su Ani… MALE, la rubrica dove scopriamo che la natura è molto più strana di qualsiasi film di fantascienza.
Oggi parliamo dei ragni.
Molti li temono.
Molti li odiano.
Molti salgono su una sedia appena ne vedono uno.
Eppure sono tra gli animali più incredibili del pianeta.
Cominciamo da una cosa che sorprende molti:
i ragni non sono insetti.
Gli insetti hanno sei zampe.
I ragni ne hanno otto.
Gli insetti hanno tre parti principali del corpo.
I ragni ne hanno due.
E sono più vicini agli scorpioni che alle mosche.
Ma è solo l’inizio.
I ragni producono una delle sostanze più straordinarie della natura: la seta.
Leggera.
Elastica.
Resistente.
Alcune sete di ragno, a parità di peso, sono più resistenti dell’acciaio.
E loro la producono direttamente dal proprio corpo.
Come se noi potessimo costruire una corda d’acciaio semplicemente passeggiando.
Poi c’è il loro famosissimo “senso di ragno”.
La cosa divertente è che esiste davvero.
I ragni sono ricoperti da migliaia di peli sensoriali.
Ogni pelo funziona come un sensore estremamente sofisticato.
Possono percepire vibrazioni, movimenti dell’aria, l’avvicinarsi di una preda e persino le minuscole turbolenze provocate dal battito d’ali di un insetto.
In pratica sentono il mondo attraverso i peli.
Altro che radar.
E adesso arriva la parte più assurda.
Le zampe dei ragni non funzionano come le nostre.
Noi utilizziamo muscoli per piegare e distendere gli arti.
I ragni invece usano un sistema misto.
Per piegare le zampe utilizzano muscoli.
Per estenderle, invece, sfruttano la pressione dell’emolinfa, il fluido che svolge una funzione simile al sangue negli artropodi.
In pratica alcune delle loro articolazioni funzionano come piccoli sistemi idraulici.
Quando aumentano la pressione interna, le zampe si estendono.
Quando la pressione diminuisce, si piegano.
Sì.
Una parte del movimento di un ragno funziona più come una scavatrice o un pistone che come una gamba.
Ed è proprio per questo motivo che quando un ragno muore le zampe tendono a richiudersi sotto il corpo.
La pressione interna scompare e il sistema idraulico smette di funzionare.
Ma non è finita.
Alcuni ragni possono volare.
O meglio, possono farsi trasportare dal vento.
Lanciano fili di seta nell’aria e si lasciano trasportare per chilometri.
Questo comportamento viene chiamato “ballooning”.
In pratica fanno parapendio senza ali.
Esistono ragni che vivono sott’acqua.
Il ragno palombaro costruisce una campana di seta e la riempie di aria trasportata dalla superficie.
Vive gran parte della sua vita immerso.
Ha inventato la subacquea milioni di anni prima dell’uomo.
Esistono ragni saltatori che calcolano distanze e traiettorie con una precisione sorprendente.
Alcuni riconoscono forme e seguono le prede con lo sguardo.
Sembrano quasi piccoli gatti a otto zampe.
E poi c’è l’amore.
Per molti ragni il corteggiamento è un’attività estremamente rischiosa.
I maschi vibrano sulla tela per comunicare alle femmine:
“Non sono cibo.”
A volte portano regali.
A volte fingono di essere morti.
A volte vengono mangiati lo stesso.
Insomma, la vita del ragno maschio non è sempre semplice.
Alla fine, però, la vera lezione è un’altra.
Quando vediamo un ragno sul muro, spesso vediamo soltanto un animale che ci mette a disagio.
In realtà stiamo osservando una creatura che usa sensori distribuiti sui peli, seta ad alte prestazioni, arti idraulici, strategie di volo e tecniche di immersione.
Praticamente un piccolo supereroe biologico.
Con otto zampe.
E un pessimo ufficio stampa.
Fonti
- https://www.britannica.com/animal/spider
- https://www.nationalgeographic.com/animals/invertebrates/facts/spiders
- https://www.smithsonianmag.com/science-nature/how-spiders-use-hydraulics-to-move-180952178/
- https://www.britannica.com/animal/diving-bell-spider
- https://www.science.org/content/article/spider-silk-stronger-steel

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