Il mondo è lì fuori,
figo,
ma lontano.
Magari con un gioco
di specchi e leve
potrei vederne ogni angolo.
Ma il mondo
potrebbe guardare me.
E giudicarmi.
Va bene così.
Tanto sarebbe per cinque minuti.
Poi giudicherebbe altro.
Ecco perché mi interessa poco,
quasi zero,
del loro parere.
Non perché il mio sguardo valga di più,
ma perché è l’unico
che mi accompagna sempre.
Perché piacere agli altri
è come colpire un bersaglio
che si muove sempre,
che si sposta
a ogni nuova opinione,
a ogni cambio di peso,
a ogni luce diversa.
Allora cambio obiettivo.
E uso un solo specchio.
Quello puntato su di me.
Anche se mi vedo sempre sbagliato.
Anche se voglio migliorarmi sempre.
Ma forse è giusto così.
Perché gli altri
mi giudicano per cinque minuti.
Io invece,
da questo lato dello specchio,
ci resto ogni secondo…

Rispondi