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Ani…MALE – Il baculum: l’osso che gli esseri umani hanno perso

Bentornati su Ani…MALE, ovvero il posto dove scopriamo che, a volte, la natura dà… e a volte toglie.

Immaginate di essere un archeologo alieno arrivato sulla Terra.

Studiate i mammiferi e scoprite una cosa curiosa: orsi, cani, volpi, procioni, lontre, foche, trichechi e perfino alcuni primati possiedono un osso all’interno del pene.

Poi arrivate agli esseri umani.

E niente.

Manca.

“Scusate, ma chi l’ha rubato?”

Benvenuti nel misterioso mondo del baculum, conosciuto anche come osso penico.

Sì, esiste davvero.

In molte specie di mammiferi questo osso svolge una funzione molto pratica: fornisce sostegno durante l’accoppiamento senza dover dipendere esclusivamente dall’afflusso di sangue ai tessuti.

In pratica è una sorta di rinforzo strutturale incorporato.

Alcuni animali ne possiedono uno minuscolo, altri decisamente più impressionante.

Tra i campioni assoluti troviamo il tricheco, il cui baculum può superare i 50 centimetri di lunghezza e arrivare a pesare oltre mezzo chilo.

Praticamente un manganello biologico.

Ma allora perché noi esseri umani ne siamo privi?

Gli scienziati non hanno ancora una risposta definitiva. Una delle ipotesi più accreditate è che, durante l’evoluzione, la nostra specie abbia sviluppato strategie riproduttive differenti, legate alla selezione sessuale e alla formazione di legami di coppia più stabili.

In altre parole, il corpo umano avrebbe progressivamente smesso di utilizzarlo, affidandosi esclusivamente ai tessuti erettili.

Una scelta coraggiosa.

O molto ottimista.

La cosa divertente è che, quando si scopre l’esistenza del baculum, la prima reazione di molti esseri umani è sempre la stessa:

“Quindi ci manca un pezzo?”

E qui arriva la consolazione.

Anche i cavalli ne sono privi.

E considerando che difficilmente qualcuno accuserebbe un cavallo di essere stato penalizzato dalla natura, forse possiamo accettare la cosa con un po’ più di serenità.

Non siamo gli unici iscritti al club.

Anche asini, rinoceronti e gran parte degli ungulati vivono tranquillamente senza baculum e sembrano cavarsela piuttosto bene.

Del resto l’evoluzione è strana.

A volte ti regala il veleno dell’ornitorinco.

A volte il radar biologico degli squali.

A volte il baculum del tricheco.

E altre volte ti lascia senza… ma ti dà comunque un cavallo come termine di paragone.

Fonti

Smithsonian Magazine
https://www.smithsonianmag.com

National Geographic
https://www.nationalgeographic.com

Encyclopaedia Britannica
https://www.britannica.com

Nature Ecology & Evolution
https://www.nature.com

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