Ogni volta che provo
un esercizio nuovo,
il giorno dopo
mi fa male qualcosa.
Un muscolo che ignoravo,
un punto nascosto,
un angolo del corpo
che credevo già allenato.
Poi arriva un movimento diverso
e mi ricorda
che non si è mai pronti
per tutto.
Forse è così anche per il cuore.
Pensiamo di aver imparato
a sopportare l’assenza,
la paura,
la fine di qualcosa.
Poi la vita cambia esercizio.
E scopriamo dolori nuovi,
muscoli dell’anima
che non avevamo mai usato,
ferite che non sapevamo
di poter sentire.
Ogni giorno ci alleniamo
a restare in piedi,
a respirare,
a ricominciare.
E ogni giorno
qualcosa dentro di noi
si strappa un poco
per diventare più forte.
C’è chi cerca una fuga,
chi prova a spegnere il dolore,
chi rincorre l’oblio
dentro una sostanza qualsiasi.
Io no.
Io lascio che faccia male.
Poi apro un foglio,
raccolgo i frammenti
e li trasformo in parole.
Perché alcuni usano l’anestesia.
A me basta la poesia….

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