Il vuoto dentro di noi
Questa cosa non facilmente definibile
“Il vuoto credo che non si riempia mai
Per tutti è così
Si perché è un po’ il vuoto di tutti noi
Ci sbattiamo tanto per chiuderlo
Ci proviamo e non ci riusciamo mai
Allora tanto vale conviverci”
Conviverci.
Convivo a fatica con me stesso,
figurarsi con qualcosa che non conosco bene,
che non conosce bene nessuno.
Certo, la materia è più vuota che piena,
ma è un concetto quasi filosofico.
A volte la fisica è più filosofica di Platone.
Ha addirittura scoperto che nel vuoto cade tutto insieme:
una nave cadrebbe insieme a una piuma,
anzi, un pianeta cadrebbe insieme a una piuma.
E nel vuoto dentro di noi
tutto ha la stessa velocità.
Sia le cose grandi che quelle piccole,
le cose infinitamente grandi o piccole.
Non è una questione di convivenza,
ma di scelta.
Di cosa lasciar cadere.
Di cosa afferrare.
Cosa guardare rompersi
e cosa ci può rompere.
Il problema principale
è che non sai se quello che sta cadendo
ti ferirà perché piccolo e appuntito
o si adagerà su di te
perché ha più superficie.
Alla fine siamo sempre lì:
scelte che col senno di poi acquistano senso.
Il senso di poi.
Non troverete nessuna soluzione in queste righe,
solo altre domande.
Magari una scommessa
su cosa e su come cade
l’oggetto del cruccio
o del desiderio…

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