Ed eccoci tornati con la rubrica non richiesta in cui riprendo roba vecchia che forse non ricordavo nemmeno di aver scritto.
Che detta così sembra una minaccia, ma in realtà è solo archeologia emotiva fatta male.
Ogni tanto rileggo una vecchia poesia e mi chiedo due cose:
la prima è:
“ma stavo bene?”
la seconda è:
“però qualcosa volevo dirlo davvero.”
E allora provo a capirci qualcosa adesso, con qualche anno in più, qualche illusione in meno e la solita voglia malsana di mettere le mani dentro le parole.
Oggi prendiamo in esame:
“Ragioni volanti…”
Già il titolo è strano.
Le ragioni dovrebbero essere solide.
Pesanti.
Logiche.
E invece qui volano.
Come polvere.
Come cenere.
Come cose che cambiano direzione appena tira vento.
“Cerco di mescolare i ricordi”
Qui volevo dare l’idea di qualcuno che prova a trovare un filo logico dentro ciò che ha vissuto, letto, sentito.
Un po’ come quando cerchi di capire il mondo mettendo insieme pezzi sparsi.
“Di recuperare la concentrazione”
Perché oggi è difficile persino pensare davvero.
Siamo pieni di rumore.
Notifiche.
Opinioni.
Urla.
E la concentrazione ormai sembra quasi un superpotere.
“Chiudo gli occhi fortissimo”
Questa parte è molto fisica.
Mi piaceva l’idea che uno, per capire meglio, arrivi quasi a farsi male.
Come se stringendo gli occhi abbastanza forte potesse vedere qualcosa dietro la realtà.
“Tanto che mi fanno male le palpebre”
Qui volevo far sentire proprio lo sforzo.
Perché certe verità non arrivano in modo poetico.
Arrivano come emicranie.
“Cerco di ricordare
Antiche verità”
Mi piaceva l’idea che dentro l’uomo esistano verità antichissime.
Non necessariamente religiose o filosofiche.
Magari cose semplici.
Empatia.
Paura.
Istinto.
Compassione.
Cose che forse conoscevamo meglio quando eravamo meno “evoluti”.
“Ma è come mescolare delle feci”
Lo so.
È una immagine brutta.
Ma volevo che fosse brutta.
Perché a volte cercare la verità dentro certi meccanismi umani non produce chiarezza.
Produce solo altro odore.
“E la puzza aumenta molto”
Più si continua a scavare dentro odio, vendetta, rabbia e propaganda…
più l’aria diventa irrespirabile.
“Ma non è ancora percepibile”
E questa secondo me è una delle parti più inquietanti.
Perché spesso il veleno arriva prima dell’odore.
Ci stiamo abituando a cose che qualche anno fa ci avrebbero distrutti emotivamente.
“E allora vedo un canarino delle miniere morire”
Questa immagine è il centro della poesia.
I canarini venivano portati nelle miniere perché erano più sensibili ai gas tossici.
Morivano prima degli uomini.
E proprio per questo salvavano vite.
“Male”
Qui volevo un colpo secco.
Niente poesia.
Niente eleganza.
Solo una parola lasciata lì.
“È molto più sensibile di me ai ricordi di merda”
Il canarino diventa quasi una metafora delle persone troppo sensibili.
Quelle che sentono tutto prima degli altri.
E infatti spesso sono anche quelle che soffrono di più.
“Soffoca come lo avessero spento”
Mi piaceva il verbo “spento”.
Perché è freddo.
Quasi tecnico.
Come se spegnere qualcosa di vivo fosse diventato normale.
“Come se una mano lo avesse stretto troppo”
Qui invece torna qualcosa di umano.
Una mano può proteggere.
Ma può anche soffocare.
Dipende sempre da quanto stringe.
“E nulla ‘l’indice’ della memoria è andato”
Qui c’è l’idea di perdere un riferimento.
Come quando un libro perde l’indice e improvvisamente non sai più dove cercare le cose.
“Dovrò accontentarmi dei flashback”
Questa è una frase molto mentale.
Perché a volte ricordiamo il mondo a pezzi.
Per immagini.
Per scatti emotivi.
“Non sapendo se hanno capo o coda”
Qui c’è la perdita della logica.
Il dubbio che forse i ricordi non abbiano nemmeno davvero un ordine.
“Anzi ali o coda”
Mi piaceva correggere la frase al volo.
Perché la poesia parla di cose che volano: ragioni, ricordi, pensieri, canarini…
Quindi anche il modo di dire cambia forma.
“Ma appena tornerà un pizzico di ragione”
Qui la ragione non è certezza assoluta.
È quasi una tregua mentale.
Un momento in cui il rumore smette di urlare.
“Potrò finalmente dire, anzi urlare
Chi ha ragione…”
E questa è forse la frase più triste della poesia.
Perché mentre tutti cercano disperatamente di avere ragione…
forse il canarino è già morto da un pezzo.
La poesia completa è qui:
Ragioni volanti…

Ciao Gianni, ho letto il lungo articolo e anche la poesia.Per quanto riguarda l’ articolo ; sì hai ragione a scrivere una critica personale, ma credo non sia necessario perché oggi tu sei un’ altra persona e quindi non usare mai martirizzare quello che scrivevi da giovane.
Per me la poesia non è un esercizio di stile, non è un gioco di finzione: è carne, è fuoco, è vita vissuta che si trasforma in versi perché non si può fare altrimenti. Quando la scrittura nasce da un’urgenza pura e bruciante, è naturale che testi come questo mi respingano.
Qui in questo testo non c’è quel fuoco che scalda o che purifica, ma un tipo di fumo diverso.
Per me la parola è sacra e deve sempre coincidere con la verità, allora forzarla per commentare qualcosa che non mi appartiene sarebbe come tradire la mia stessa natura.
L’onestà intellettuale e la purezza verso l’arte sono merce rara: se una cosa non la sento non riesco a commentarla, nemmeno per cortesia. È il segno del rispetto profondo che ho per la parola scritta e in questo caso anche per te.
L’ipocrisia non fa per me.
Questo testo ha una sgradevolezza e un’immaturità evidenti, forse davvero un tentativo acerbo che non andava pubblicato)
Ho letto che è un testo del passato, Giovanni.
È sempre particolare rileggere i propri vecchi passi e vedere da dove si è partiti.”
immagini forti che mi hanno respinta , quindi la mia è un’ un’osservazione soggettiva .
Da quando ti conosco ho sempre commentato le tue poesie, ma in questa non ci trovo il Giovanni che conosco.
Questo lavoro di ipercritica personale lo trovo assurdo, certo puoi mettere nel cassetto i tuoi testi e rileggere quando ti va ; credo comunque che non vadano pubblicati.
Anch’io a volte leggo testi miei mai pubblicati, ma devono essere riletti solo per vedere quanta strada hai fatto e come la tua cultura intellettuale sia maturata nel tempo, ma se vuoi torturati ,fallo pure , ma non devi.Ti auguro una buona giornata e ti abbraccio forte per l’ Amicizia che ci lega.
🤗🫶🏻🙏🏻🤍
Grazie Desirè, capisco perfettamente quello che dici e lo rispetto.
Però forse qui il punto era proprio quello: questa poesia non nasceva per essere “bella” o accogliente. Parlava, in modo sicuramente acerbo e sporco, del problema della propaganda durante la guerra: di come qualcuno provi sempre a stabilire chi ha ragione e chi ha torto, mentre intorno l’aria diventa irrespirabile e i più sensibili finiscono per soffocare prima degli altri.
Il canarino, per me, era proprio questo: chi sente il veleno prima che gli altri si accorgano persino che esista.
Poi sì, oggi probabilmente la scriverei in modo diverso. Ma non rinnego nemmeno quel tentativo, perché dentro quella bruttezza c’era comunque una domanda vera.
Ti abbraccio forte anch’io 🤍
Capisco le tue intenzioni, ma vorrei darti un consiglio anche se non me lo chiedi e mi permetto chiedendoti scusa a priori.
Tutti noi che scriviamo cerchiamo di fare un lavoro certosino cercando sempre di non sbagliare e di progredire senza essere pesanti.
Il consiglio :(( prendilo con le molle))
Ho delle vecchie poesie nascoste come reliquie sacre, come sai non posso permettermi di lasciare fuori manco un’ innocuo bigliettino, anche fosse una lista spesa perché verrebbe letto e quello che non mi serve o non voglio mettere da parte lo brucio per non lasciare tracce perché anche la spazzatura ha segreti e io non posso farmi la spia anche se non ho nulla di cui vergognarmi o di cui essere soggetto di cose che potrebbero ledere la mia dignità e onestà .
Detto questo andiamo al Consiglio e spero che la tua bontà lo possa accogliere senza mandarmi” Affanculo” delicatamente 😂😂
Allora hai queste vecchie poesie datate , scritte e pensate quando eri ancora un ragazzo , ebbene puoi fare un lavoro ristrutturante adesso che non sei più acerbo e hai maturato la tua terminologia accuratamente e con grande scioltezza ( così ti conosco io ): puoi rileggerle e modificare ciò che non va ,lasciando sia il movente che il motivo scatenante per poter ugualmente cercare di dare un nuovo vestito, una riverniciata che potrebbe essere un motivo per renderla ,non più bella, ma più tua per come sei adesso.
Non mi perdo in tante parole, ma cerca di farlo e altro consiglio, non mettere troppa carne al fuoco 🔥 ogni poesia dev’essere trangugiata e non masticata senza poter essere digerita e quindi dai tempo ai blogger che approdano per leggere il tempo di lasciare un commento incisivo e non il solito like o il saluto, ma che sia un aggiornamento e un approccio culturale e obbiettivo e non tanto per timbrare il cartellino.
Ti prego cerca di capire e non prendertela a male…Sì deve far centellinare ciò che scrivi, maturare e decantare come il vino buono . Quindi tempo e parsimonia nel postare.
Prendilo come un consiglio da sorella, da Amica che ti vuole bene veramente… Ciao 👍🏻🙏🏻🫂🤍🫶🏻
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No tranquilla, non me la prendo assolutamente 😊
Anzi, capisco perfettamente quello che vuoi dire e il consiglio lo apprezzo davvero.
Però in questo caso credo di preferire lasciarle così, proprio perché vorrei far capire anche quello di cui ha fatto parte il mio percorso.
Quelle poesie acerbe, sbagliate, pesanti o confusionarie fanno comunque parte di me e del modo in cui sono arrivato a scrivere oggi.
Certo, posso sempre tornare su certe idee o immagini e riscriverle meglio col tempo, ma l’idea di questa serie è quasi “psicanalizzarmi”, fare un confronto tra il me di oggi e quello del passato.
Per questo motivo “Perché”, che è la prima poesia che ho scritto a 14 anni, è fissata in alto nel blog: non perché la consideri perfetta, ma perché rappresenta un punto d’inizio.
È un po’ come guardare vecchie fotografie: magari oggi ti vestiresti diversamente, magari cambieresti mille cose… però cancellarle significherebbe perdere anche il percorso che ti ha portato fino a qui.
E poi forse dentro certi errori, certe immagini troppo istintive o troppo sporche, c’è anche una sincerità che oggi non riuscirei più ad avere nello stesso modo.
Ti ringrazio davvero per il consiglio e per il bene con cui me lo hai scritto 🤍
Comunque non ti ho assolutamente scritto di distruggerle, ma di lasciare che possano decantare nel tempo, gli errori ci saranno sempre anche un punto di vista difficile da condividere e da fare risaltare ciò che vuoi fare arrivare: chi scrive ha sempre chi trova il pelo dell’ uovo e a me è stato detto che i miei testi intristiscono e che faccio perdere la serenità. Ho risposto che non scrivo né scemenze né barzellette, le mie poesie nascono spontanee e anche se tra l’ erba spontanea cresce un’ erba cattiva ,per me che scrivo è oro onesto e lo presento così com’ è, ma rifletto mille e più volte prima di postare…Meno male che il fanculo non c’ è 😂😂😂😂 Grazie !
No ma infatti avevo capito quello che intendevi 😊
E in parte hai anche ragione, perché il tempo aiuta sempre a vedere meglio certe cose, a capire cosa tenere e cosa invece lasciar andare.
Credo però che in questo caso il mio intento sia proprio mostrare anche quella spontaneità un po’ grezza, persino quando rischia di essere “erba cattiva”, perché fa comunque parte del terreno da cui sono cresciuto come autore e come persona.
Alla fine anche io la penso un po’ come te su questo: quando una cosa nasce spontanea e sincera, anche se imperfetta, dentro ha comunque qualcosa di vero.
Poi certo, riflettere prima di pubblicare è importante e probabilmente dovrei farlo più spesso pure io 😂
E tranquilla, il fanculo non era previsto 😄
Anzi, apprezzo davvero il fatto che tu abbia dedicato tempo e pensiero a quello che scrivo 🤍
Azzzz….Meno male perché già mentre scrivevo stavo preoccupata e comunque sai come agisco e ragiono, ormai mi conosci e credo che alla fine voglio che tu capisca che la migliore cosa sia non postare come scrivevi perché non occorre, questo ; lo potresti fare più in là creando una classifica tra periodo giovanile acerbo , periodo in cui avevi acquisito un po’ di padronanza critica e alla fine sempre il periodo della maturità e consapevolezza che tutti possiamo notare nei tuoi post che ho avuto modo di commentare con piacere, ma sempre tra un po’ di anni.
Comunque fai quello ch’è meglio per te e fallo consapevolmente senza perdere tempo adesso che puoi scrivere qualcosa di veramente bello come hai già fatto.
Ti abbraccio con affetto, ciao!🫂🫶🏻🤍
Certo, Desirè, avevo capito bene il senso. E ti ringrazio davvero, perché il tuo è uno sguardo affettuoso ma anche lucido.
Forse hai ragione: certe cose non vanno buttate fuori solo perché esistono, ma lasciate sedimentare, magari trasformandole più avanti in un percorso, in una specie di confronto tra il me di allora e quello di oggi.
Alla fine scrivere è anche questo: riconoscere le proprie versioni precedenti senza rinnegarle, ma scegliendo con più consapevolezza cosa mostrare.
Ti abbraccio forte anch’io 🤍🙏🏻
La tua è fiducia e affetto… Grazie Gianni !🤍🫶🏻🙏🏻
Te li meriti entrambi in egual misura, fiducia e affetto.
Perché quando una persona ascolta davvero, anche quando non è d’accordo, sta già facendo una cosa rara e preziosa.
Grazie a te 🤍🫶🏻🙏🏻