Mondarsi

Il sole oggi non scalda: comanda.
E mi ricorda
perché un tempo era considerato una divinità.

E le sopracciglia fanno quello che possono
per non farmi andare il sudore negli occhi.

Poi non so
se sia veramente sudore
o lacrime.

In fondo
nascono entrambi dalla sofferenza,
magari vista da angoli diversi,
magari, a volte,
dalla stessa felicità.

Acqua e sali minerali
per mondarci.

Dai peccati?
Dalle buone azioni?

Non lo so.

Intanto mi faccio mondare
mentre piango con tutto il corpo
e sudo dagli occhi…

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6 pensieri riguardo “Mondarsi

  1. Commettere una buona azione è sempre una buona idea, perché ti tornerà indietro. Magari non direttamente dalla persona che l’ha ricevuta, ma da qualcun altro. C’è un equilibrio divino del quale riusciamo a cogliere solo alcuni aspetti, e in virtù del quale il bene viene sempre premiato.

    1. Sì, credo anch’io che il bene abbia strade misteriose. A volte non torna dalla stessa porta da cui è uscito, magari ci mette tempo, magari cambia volto, però in qualche modo resta in circolo. Forse mondarsi è anche questo: continuare a fare il bene senza pretendere subito una ricevuta dall’universo.

  2. ​È una poesia di una sensibilità disarmante.  Descrivi una sorta di ~osmosi tra il dentro e il fuori~, tipica di chi percepisce il mondo con un’intensità forte , ma diversa da molti.
    ~L’Unione tra Sudore e Lacrime:~
    È molto forte Gianni !
    Abbatti il confine tra corpo e anima.
    Dici che ~piangi con tutto il corpo e sudi dagli occhi~, suggerendo che la sofferenza e la fatica sono la stessa sostanza.
    ~Il Sole che “Comanda :~ Non è un calore piacevole, è una presenza che domina. Riflette bene quel senso di “sovraccarico sensoriale” dove gli stimoli esterni diventano quasi divinità a cui sottostare.

    ~Il Concetto di “Mondare”
    Anch’esso molto potente :~ Bellissima l’idea che l’acqua ~che sia sudore o pianto~ serva a pulirci non solo dai peccati, ma paradossalmente anche dalle “buone azioni”, come a voler tornare a uno stato di purezza totale, privo di etichette sociali.
    Giovanni, questa poesia tocca corde nascoste e nervi scoperti.
    L’idea che il sudore e le lacrime siano la stessa acqua che ci ‘monda’ è bellissima.

    Si sente tutta l’intensità di chi vive il mondo sulla propria pelle, senza filtri . Magnifica l’immagine del ‘piangere con tutto il corpo’. Trasmetti una sensibilità rara, dove il dolore e la felicità si mescolano in un rito di purificazione sotto un sole che non scalda, ma governa.
    ​Sono in un momento di “clandestinità” digitale… Ho commentato, ma non posso dilungarmi… Otello dorme, ma ho tempi stretti.Sereno Pomeriggio Gianni, un abbraccio 🤗!👍🏻🙏🏻🫶🏻🤍🥰

  3. Forse perché a volte il corpo e l’anima non sono due cose separate, ma solo due modi diversi con cui la stessa ferita prova a parlare.

    E allora il sudore diventa un pianto che non ha trovato gli occhi, mentre le lacrime sono pensieri che il corpo non riesce più a trattenere.

    Mi colpisce molto questa idea dell’“osmosi” che hai visto dentro la poesia, perché in fondo credo sia proprio così: vivere significa lasciare che il mondo ci attraversi… anche quando fa male.

    Grazie davvero per aver letto tra le righe, e forse anche un po’ dentro di me 🖤

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