Il sole oggi non scalda: comanda.
E mi ricorda
perché un tempo era considerato una divinità.
E le sopracciglia fanno quello che possono
per non farmi andare il sudore negli occhi.
Poi non so
se sia veramente sudore
o lacrime.
In fondo
nascono entrambi dalla sofferenza,
magari vista da angoli diversi,
magari, a volte,
dalla stessa felicità.
Acqua e sali minerali
per mondarci.
Dai peccati?
Dalle buone azioni?
Non lo so.
Intanto mi faccio mondare
mentre piango con tutto il corpo
e sudo dagli occhi…
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Commettere una buona azione è sempre una buona idea, perché ti tornerà indietro. Magari non direttamente dalla persona che l’ha ricevuta, ma da qualcun altro. C’è un equilibrio divino del quale riusciamo a cogliere solo alcuni aspetti, e in virtù del quale il bene viene sempre premiato.
Sì, credo anch’io che il bene abbia strade misteriose. A volte non torna dalla stessa porta da cui è uscito, magari ci mette tempo, magari cambia volto, però in qualche modo resta in circolo. Forse mondarsi è anche questo: continuare a fare il bene senza pretendere subito una ricevuta dall’universo.
Lei ha un volto bellissimo (per non parlare dello splendido seno che sta sotto di esso): https://wwayne.wordpress.com/2026/05/10/niente-puo-fermarmi/
Sì, concordo…
È una poesia di una sensibilità disarmante. Descrivi una sorta di ~osmosi tra il dentro e il fuori~, tipica di chi percepisce il mondo con un’intensità forte , ma diversa da molti.
~L’Unione tra Sudore e Lacrime:~
È molto forte Gianni !
Abbatti il confine tra corpo e anima.
Dici che ~piangi con tutto il corpo e sudi dagli occhi~, suggerendo che la sofferenza e la fatica sono la stessa sostanza.
~Il Sole che “Comanda :~ Non è un calore piacevole, è una presenza che domina. Riflette bene quel senso di “sovraccarico sensoriale” dove gli stimoli esterni diventano quasi divinità a cui sottostare.
~Il Concetto di “Mondare”
Anch’esso molto potente :~ Bellissima l’idea che l’acqua ~che sia sudore o pianto~ serva a pulirci non solo dai peccati, ma paradossalmente anche dalle “buone azioni”, come a voler tornare a uno stato di purezza totale, privo di etichette sociali.
Giovanni, questa poesia tocca corde nascoste e nervi scoperti.
L’idea che il sudore e le lacrime siano la stessa acqua che ci ‘monda’ è bellissima.
Si sente tutta l’intensità di chi vive il mondo sulla propria pelle, senza filtri . Magnifica l’immagine del ‘piangere con tutto il corpo’. Trasmetti una sensibilità rara, dove il dolore e la felicità si mescolano in un rito di purificazione sotto un sole che non scalda, ma governa.
Sono in un momento di “clandestinità” digitale… Ho commentato, ma non posso dilungarmi… Otello dorme, ma ho tempi stretti.Sereno Pomeriggio Gianni, un abbraccio 🤗!👍🏻🙏🏻🫶🏻🤍🥰
Forse perché a volte il corpo e l’anima non sono due cose separate, ma solo due modi diversi con cui la stessa ferita prova a parlare.
E allora il sudore diventa un pianto che non ha trovato gli occhi, mentre le lacrime sono pensieri che il corpo non riesce più a trattenere.
Mi colpisce molto questa idea dell’“osmosi” che hai visto dentro la poesia, perché in fondo credo sia proprio così: vivere significa lasciare che il mondo ci attraversi… anche quando fa male.
Grazie davvero per aver letto tra le righe, e forse anche un po’ dentro di me 🖤