I minimi dettagli
non sono poi tanto minimi.
Quel passo in più,
quella caloria in meno,
a volte pesano più del previsto.
Non so cosa
o come voglio diventare.
Voglio cambiare, questo sì.
Ma non so in quale direzione.
A volte mi annoio di me stesso.
Corro.
E se stessi fermo?
Chi,
o cosa,
deciderebbe per me?
Se prendessi il libero arbitrio
e ne cambiassi la forma,
per usarlo come piatto
su cui mangiare solo schifezze,
cosa cambierebbe davvero?
Il caos
come guiderebbe la mia vita?
Sarebbe come lasciare tutto in mano a Dio?
Tecnicamente sì.
Spengo gli ultimi quattro neuroni
e lascio fare tutto
al grande burattinaio.
Anche se, in fondo,
non ci ha dato istruzioni chiare.
Si contraddicono
di capitolo in capitolo.
E allora provo a darmene io,
di istruzioni chiare.
Riscritte, corrette,
sbagliate,
un miliardo di volte.
Cercando di non lasciare
tutto
al
caos…

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