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Intrecciati (o di come due particelle si ricordano di esistere)

Ci sono cose che non si vedono.
Non perché non esistano, ma perché non siamo fatti per vederle.

Ci hanno insegnato che la realtà è fatta di oggetti, distanze, tempo che scorre in avanti come una strada dritta.
Poi arriva la fisica, quella vera, e ti dice:
no, guarda meglio.

Due particelle possono nascere insieme.
Dividersi.
Allontanarsi.

Una finisce qui, l’altra dall’altra parte del mondo.
O dell’universo.

Eppure restano collegate.

Se tocchi una, l’altra reagisce.
Subito.
Senza tempo.
Senza viaggio.

Non è magia.
È entanglement.

È come se l’universo, a un certo punto, si fosse rifiutato di separarle davvero.

E allora mi chiedo:
quante cose crediamo di aver perso…
che invece sono ancora lì, solo fuori dal nostro modo di vedere?

Perché forse anche noi funzioniamo così.

Forse ogni volta che abbiamo amato davvero qualcuno,
non lo abbiamo mai lasciato andare del tutto.

Forse esiste una versione di noi,
invisibile, non misurabile,
che resta intrecciata a ogni scelta, a ogni abbraccio, a ogni addio.

Forse quando pensi a qualcuno all’improvviso,
senza motivo,
non è memoria.

È una variazione.

Un’oscillazione.

Un segnale che attraversa qualcosa che non ha nome.

La fisica dice che non possiamo usare l’entanglement per comunicare.
Che non possiamo controllarlo.

E forse è giusto così.

Perché se potessimo, rovineremmo anche quello.

Cercheremmo di possederlo, di misurarlo, di piegarlo alle nostre paure.

Invece resta lì,
silenzioso, perfetto,
a ricordarci che la separazione è solo una versione semplificata della realtà.

Che non siamo davvero soli.

Che non lo siamo mai stati.

E che da qualche parte,
in una dimensione che non sappiamo nominare,
qualcosa di noi continua a rispondere
a qualcosa che abbiamo toccato.

Senza distanza.
Senza tempo.

Senza bisogno di capirlo.

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Risposte

  1. Avatar wwayne

    Ottimo post, come sempre. Sono sempre più orgoglioso di essere da tempo un tuo follower.

    1. Avatar fuoconero78

      Grazie davvero, detto da chi mi segue da tempo vale ancora di più. Questo post, in fondo, è uno dei fili che porta anche dentro Fuoconero: l’idea che ci siano legami invisibili, realtà nascoste, cose che sembrano perdute ma continuano a rispondere da qualche parte. Io scrivo spesso di questo: del buio che non è solo assenza, ma memoria, connessione, possibilità. E sapere che qualcuno lo sente arrivare, prima ancora di “capirlo”, è una delle soddisfazioni più grandi. Grazie di cuore.

  2. Avatar @desire760

    Ciao Gianni… Come hai potuto notare anch’io ho trattato la stessa tematica e mi sto chiedendo:

    “Come è potuto succedere?”
    *È successo perché è vero.*
    Non è coincidenza. Non è magia. *È entanglement.*
    Senza volerlo  abbiamo  toccato la stessa particella.
    Tu in poesia…Io in riflessione.
    Due punti diversi dell’universo, con la stessa oscillazione.
    Eppure non ci eravamo parlati, ma eravamo fissi nello stesso punto cosmico .
    “Due particelle possono nascere insieme. Dividersi. Allontanarsi. Eppure restano collegate.”
    Abbiamo  guardato  lo stesso vuoto ~ quello che resta dopo una lontananza ,dopo un addio, dopo una mancanza  e il vuoto ha risposto uguale.
    Ci ha fatto guardare lo stesso vuoto che abbiamo riempito con parole.
    *Perché il dolore vero parla una lingua sola.*
    Il segnale è arrivato  improvviso senza viaggio.
    “Se tocchi una, l’altra reagisce. Subito… Senza interporre tempo.”
    Non ci siamo  parlati né mandato messaggi. Non serviva.
    Io ho scritto della “versione invisibile di noi che resta intrecciata ad ogni abbraccio”
    Tu hai  scritto della stessa assenza che diventa presenza.
    ~È l’universo che si rifiuta di separarci davvero dall’essenza delle cose…dagli affetti.~

    La separazione è solo una versione semplificata della realtà.
    Non eravamo mentalmente  divisi , eravamo nello stesso punto, “in una dimensione che non sappiamo nominare né spiegare”.
    *Lì dove il lutto non è fine, ma trasformazione.*
    È potuto succedere
    perché forse stavamo suonando la stessa cattedrale.
    Ognuno con la sua canna, col suo fiato.
    Gli affetti che ci mancano , ma li teniamo nel cuore, sono  questa cattedrale di fiati, un’architettura che vibra e non cade.
    Quando uno vibra, gli altri rispondono senza tempo , senza bisogno di capirlo.
    Stamattina l’universo mi ha detto: “Non sei sola. Non lo sei mai stata. Guarda, anche Giovanni sta sentendo la tua stessa variazione.
    È l’orchestra segreta delle cose .
    Il respiro del vetro, l’ombra del muro, il passo scalzo delle ore silenziose.
    E noi che, senza accordarci, scriviamo che “qualcosa di noi continua a rispondere a qualcosa che abbiamo toccato”…Quel vuoto che abbiamo assaggiato.
    Adesso vediamo dove le nostre particelle si sono sfiorate.
    *Poi, raccontiamoci  come è  successo e posso dirti senza filtri: “Ti ho sentito. Senza distanza. Senza tempo.”
    Non è coincidenza
    è la prova che le mancanze non annullano il vincolo … ~ non si perde~
    Restano intrecciati.
    E ogni tanto l’universo ce lo fa vedere. Tematica uguale e lo stesso pensiero.
    Buonanotte Gianni , grazie del commento che mi hai lasciato scritto nella mia riflessione e complimenti per questa tua poesia… 👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻Domani cerco di evadere il commento che mi hai lasciato, stanotte sono troppo stanca per continuare a scrivere…🤍🫶🏻🙏🏻

    1. Avatar fuoconero78

      Grazie di cuore, Desirè.

      Hai scritto una cosa bellissima: forse non ci siamo cercati, ma qualcosa di noi si è riconosciuto prima ancora delle parole.

      A volte due testi nascono lontani solo in apparenza. In realtà vengono dallo stesso punto invisibile, da quella stanza senza pareti dove le mancanze non finiscono, ma continuano a vibrare. E forse è proprio questo l’entanglement più umano: non la fisica spiegata dai libri, ma quella che ci accade dentro quando un dolore, un ricordo o un’assenza trovano la stessa frequenza in due anime diverse.

      Non è coincidenza, forse. È risonanza.

      È il vuoto che smette di essere vuoto perché qualcuno, da un’altra parte, lo sta ascoltando nello stesso momento.

      Grazie davvero per le tue parole, per la sensibilità e per questa connessione che sembra arrivare senza viaggio.

      Buonanotte a te 🤍

      1. Avatar @desire760

        Di Fisica Quantistica non ho studiato nulla, ho fatto altri studi, ma ho letto che c’è un legame tra la Fisica Quantistica e la Psicologia e questo è molto interessante per le connessioni mentali.A volte mi pare che qualcosa spinga la mia mente e il cervello va per i cazzi suoi, è il momento che faccio e penso cose strane e ho dei” dejavu’ ” in cui mi ritrovo in luoghi mai visti prima e in quei momenti mi pare sia un sogno, ma ho la certezza di essere in questa dimensione e la mia mente cavalca le onde strane di un momento conosciuto, ma di non averlo vissuto…
        Non so se sia “Entanglement” ma ultimamente credo che possa succedere e mi capita spesso quando penso il mio papà.Ho scritto quella riflessione in cui mi hai lasciato il commento proprio il giorno prima della data che ha il testo , ancora non avevo letto la tua poesia e questo mi pare molto strano e quando ci siamo sentiti non abbiamo toccato questo argomento, abbiamo parlato dei tuoi libri e basta.Buona Domenica Gianni…Un abbraccio, ciao.🫂🤍🫶🏻

      2. Avatar fuoconero78

        Buona domenica a te 🤍

        Guarda, io non so se certe cose si possano chiamare davvero entanglement, destino, memoria emotiva o semplicemente cuore che trova una frequenza simile in un altro cuore.

        Però credo che alcune connessioni esistano, anche se non sappiamo misurarle. A volte due pensieri si sfiorano prima ancora che le persone se li dicano. E quando di mezzo c’è qualcuno che ci manca, come tuo papà, forse la mente non va “per i fatti suoi”: forse cerca solo una strada per continuare a sentirlo vicino.

        I déjà-vu, le sensazioni strane, quei momenti in cui sembra di essere già stati in un posto mai visto… magari sono misteri del cervello, sì. Ma anche il cervello, ogni tanto, parla la lingua dell’anima.

        Ti abbraccio forte anch’io 🫂🤍

  3. Avatar @desire760

    Ti volevo dire pure che ho evaso il commento che mi hai lasciato e se… Non lo leggi che scrivo a fare ?
    Quando lascio un commento devi mettere il like per fare capire di aver letto , ma tu non metti mai il like…Ho l’ impressione che non ti interessa la risposta…Leggi quello che scrivo e metti pure il like all’ articolo… Almeno so che hai visionato… Ciao Gianni e grazie sempre…🙋🏻🤗

    1. Avatar fuoconero78

      Ciao, hai ragione, scusami 😊
      A quale commento ti riferisci? Mi sembrava di aver risposto a tutto, però magari mi è sfuggito il like o qualche notifica si è persa per strada.
      Non è assolutamente disinteresse, anzi: leggo sempre con piacere quello che scrivi. Da ora starò più attento a lasciare anche il like, così sai che ho visto.
      Grazie a te 🤗

  4. Avatar @desire760

    Ecco se vai più su c’è un mio commento che non hai letto, se scorri i commenti lo trovi…A me arrivano le notifiche da l’ App Jetpack e non se ne perde una,
    perché insiste fin quando no e comunque hai perso il mio commento che è qui sopra perché hai risposto all’ ultimo ma non in quello… Leggi più su e comunque se non hai tempo va bene così… Ciao Gianni…🙏🏻🙋🏻🤍🤗🫶🏻

    1. Avatar fuoconero78

      Scusami, hai ragione 🙏🏻
      Ti ho risposto al commento sopra, ma forse mi sono perso qualcosa sul tuo blog.

      A quale commento ti riferivi esattamente? Così lo recupero e ti rispondo bene. Non era mancanza di interesse, davvero: probabilmente mi è proprio sfuggito.

      Grazie per la pazienza 🤍

      1. Avatar @desire760

        Hai già recuperato il commento e volevo che lo leggessi… Ciao !

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