Un’altra ferita.
Sulla terra
o sulla pelle
cambia poco.
Se arrivi a usare una bimba
come bomba
per vincere
l’ennesima guerra
allora non è il mondo
a essere finito male.
Siamo noi.
È vero,
qualcuno ti avrà spinto,
qualcuno ti avrà insegnato
a chiamare necessità
anche l’orrore.
A dire che serve.
Che non c’è scelta.
Che il male
quando conviene
può avere un nome più giusto.
Ma resta questo:
avete reso il mondo così storto
che non si capisce più
se state cullando una bomba
o lanciando un’altra bimba.
E già questo
dovrebbe bastare
a rifare da capo
la nostra idea di umano.
L’umanità evolve
quasi sempre
dopo essersi strappata di dosso
un altro strato di carne.
Facciamo passi avanti
solo dopo aver lasciato indietro
abbastanza morti
da chiamare progresso
la vergogna che resta.
Io non lo so
anzi
non lo sa nessuno.
Siamo adolescenti feroci
in gara per il nulla,
incapaci di capire
che ogni vittoria costruita sul sangue
è solo un’altra sconfitta
con un nome più elegante.
Abbiamo un DNA sbagliato
o forse
solo un cuore
che ha imparato male.




Lascia un commento