Contraccolpo…

Corro verso i proiettili
Con sprezzo del pericolo e della vita

Mi colpiscono le spalle
E le piastrine esplodono in paracadute

Il contraccolpo mi solleva
Come se il dolore avesse ali

Non precipito
Imparo l’aria
Nel punto esatto in cui avrei dovuto morire

Il sangue decanta come un buon vino
Io ti decanto i miei versi
Mentre verso
Del sangue…

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6 pensieri riguardo “Contraccolpo…

  1. Bellissima poesia! 😊
    La tua scrittura è intensa e cruda, ma allo stesso tempo ha una bellezza e una delicatezza che mi colpiscono.
    Mi piace come la poesia descriva l’esperienza della guerra e del pericolo in modo così vivido e immediato, ma senza mai scivolare nella violenza gratuita o nel sensazionalismo. La descrizione del contraccolpo e del dolore è quasi surreale, come se stessi descrivendo un’esperienza mistica.
    La metafora del sangue che “decanta come un buon vino” è particolarmente efficace, suggerisce una sorta di trasformazione e di trasmutazione del dolore in qualcosa di prezioso e significativo.
    E poi c’è la dedica finale, “Io ti decanto i miei versi / Mentre verso / Del sangue…”, che è una dichiarazione d’amore e di devozione incredibile. È come se stessi offrendo i suoi versi come un sacrificio, un’offerta d’amore e di sangue.
    Nonostante la violenza del tema, la poesia non mi sembra violenta, ma piuttosto una riflessione profonda e commovente sulla vita, sulla morte e sull’amore.

    1. Grazie davvero…
      mi fa strano quando qualcuno riesce a vedere esattamente quello che volevo dire, senza che io lo spieghi.

      Non era una poesia sulla guerra.
      Era una poesia sull’esposizione.

      Sul correre verso qualcosa che può ferirti, sapendo che lo farà.
      Sul farsi colpire pur di non restare nascosti.

      Il sangue che “decanta” non è violenza, è tempo.
      È dolore che smette di essere rumore e diventa significato.
      Un po’ come quando lasci riposare un vino e scopri che sotto l’asprezza c’era profondità.

      E sì, quei versi finali sono un’offerta.
      Ma non di morte — di verità.

      Perché scrivere, per me, è questo:
      versare qualcosa di vivo.
      A volte fa male.
      A volte sembra eccessivo.
      Ma se resta solo inchiostro, non vale la pena.

      Grazie per aver colto la delicatezza dentro la crudezza.
      È esattamente lì che provo a stare.

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