Non fa niente…

Tanto ormai ci ho fatto il callo.
E magari questo groppo in gola
dipende dalla colazione sbagliata,
da un arancio avariato,
non lo so.

So però
che ogni delusione ha un sapore diverso:
a volte cattivo,
altre volte direttamente di merda.

Non so
se è colpa mia.
Probabilmente sì.
A volte ci credo troppo,
forse per quell’unica volta
in cui non mi accontento.

E allora
mi lascio cadere.

Ma sì, dai, non fa niente.
Cado.
Mi rialzo piano.

Fino al prossimo saporaccio,
fino al prossimo
“non fa niente”.

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4 pensieri riguardo “Non fa niente…

  1. Che bella e potente poesia ! La tua voce è cruda e onesta, non tiene nulla dentro. Il linguaggio è diretto, quasi brutale, ma efficace nel descrivere la delusione e la frustrazione.
    Mi piace come riesci a muoverti tra la riflessione e l’ironia, tra la rabbia e la rassegnazione. Il “groppo in gola” e il “saporaccio” sono immagini forti che evocano un senso di malessere e di disagio.
    E il finale è incredibile: “Cado. Mi rialzo piano. Fino al prossimo saporaccio, fino al prossimo “non fa niente””. È come se la poesia stesse dicendo che la vita è un ciclo di delusioni e di cadute, ma che bisogna sempre rialzarsi e andare avanti.
    Credo che la vita ci deluda spesso e questa poesia ha il sapore della delusione che senti al momento, non è un travaso di bile, ma una constatazione amara e quella prossima volta è come se la stessi aspettando perché per esperienza sai ch’è così. Sereno giorno Giovanni e complimenti per come trasmetti scrivendo… Grazie!👍🏻🙋🏻🙏🏻🫶🏻👏🏻👏🏻👏🏻

    1. Grazie davvero.
      Hai colto esattamente il punto: non è uno sfogo, non è bile versata a caso. È una presa d’atto, quasi un appunto lasciato lì per quando servirà rileggerlo.
      Quel “non fa niente” non assolve e non consola, è solo il modo più onesto che conosco per restare in piedi senza fare finta che non faccia male.

      La poesia nasce proprio lì, in quel groppo che non passa e in quel sapore che torna diverso ogni volta. Non c’è eroismo nel rialzarsi, solo abitudine al vivere.
      Se qualcosa arriva a chi legge, allora forse non sto solo cadendo: sto camminando insieme a qualcuno.

      Grazie per lo sguardo attento e per le parole.
      Sereno giorno anche a te 🤍

  2. Capisco che questa poesia cela tante sconfitte che non sono riusciti a farti abbassare la testa, ma è il modo giusto per non fare attecchire ciò che non deve ; cioè una sconfitta a lungo termine, ma è un appunto fino alla prossima censura alla realtà in cui vivi, bisogna sputare il disappunto e il disagio perché è una reazione legittima e serve anche per comprendere che ciò che ti fa male lo noti, è là ,ma devi solo sbarcare e traghettare altrove per continuare a vivere .Ho una telefonata in corso e quindi chiudo , ho da fare perché ieri ho avuto una giornata disastrosa, tra medicazione all’ ospedale e visita cardiologica un giorno in giro.
    Ciao Giovanni!🙋🏻👍🏻🤗🫶🏻🙏🏻

    1. Grazie davvero.
      Hai colto il punto senza girarci intorno: le sconfitte ci sono state, eccome, ma non hanno messo radici. Scrivere — e sputare fuori il disappunto — è proprio questo: evitare che una crepa diventi una casa. È un appunto sul margine della realtà, non una resa.

      Mi piace molto l’idea del traghettare altrove: riconoscere ciò che fa male, guardarlo in faccia, e poi rimettersi in cammino senza portarselo addosso più del necessario. Non per negarlo, ma per non restarci inchiodati.

      Mi dispiace per la giornata pesante che hai passato ieri, ospedale e visite non sono mai leggere. Spero davvero che oggi vada un po’ meglio, anche solo di un grado. Grazie per esserti fermata comunque a scrivere queste parole.

      Un abbraccio grande e sincero.
      Gianni 🤍

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