Ti vedo,
con l’acqua fino alle ginocchia
cerchi rospi da baciare
senza chiedergli il consenso.
Ti ascolti?
Quando non sai cosa dire
ma sai cosa ripetere.
Ti guardi?
Mai allo specchio
per vedere se ci sono errori.
E poi indichi
con quelle mani piene di dita
quello che giudichi
mai alla tua altezza.
Chissà cosa ne pensano i rospi.
Cosa ne penso io?
Sono solo uno dei volti
che hai calpestato
e dimenticato.
Ora cammino su un’altra strada,
lontano,
su Alfa Centauri.
Il nostro passato resta indietro.
Io vado avanti,
mentre ti dimentico.

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