Ogni giorno
mi sporco le mani e l’anima.
Non importa se di terra
o di tristezza.
Mi sporco.
Cammino, tocco, vivo,
e qualcosa resta addosso
anche quando non lo voglio.
E forse l’unico modo per pulirmi
è un sapone fatto di inchiostro,
con cui strofino piano
quello che pesa
senza fare rumore.
Scrivo
non per cancellare,
ma per lasciare un ricordo
nel punto esatto
in cui fa male.
E quando evapora
non salva tutto,
non guarisce ogni cosa,
non mi rende migliore.
Ma pulisce il pulibile.
Il resto
imparo a portarlo.

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