C’è chi ha tempo
per cercare,
per sbagliare,
per ripartire.
E c’è chi ha solo spazio
dentro,
ma nessuno fuori.
Io, a volte,
ho spazio fuori
e muri dentro.
Blocchi che non si vedono,
ma tengono fermi lo stesso.
Non è una colpa
avere alternative.
Non è una colpa
non averne.
Non è una colpa
fermarsi da soli
mentre il mondo sembra aperto.
La differenza
non chiede risarcimenti,
solo rispetto.
A volte
la forma più onesta di vicinanza
è non avvicinarsi troppo.
Lasciare l’altro
intero.
E lasciare sé stessi
inermi,
ma sinceri.
Non salvati.
Non sottratti.
Solo riconosciuti.

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