Uso tutto il mio corpo,
ogni nervo, muscolo, osso, tendine,
per arrivare in cima a questo momento
e poter guardare
quello che porta il tuo nome.
Quella Luna immensa,
grande quasi quanto il nostro pianeta,
come una sorella più piccola
eppure indispensabile.
Non è luce.
Ma non è questo che resta.
Ci sono cose che non servono a brillare,
ma a tenere fermo il mondo
mentre tutto il resto corre.
Qualcuno rallenta il mare
senza farsi vedere,
dà un ritmo alle notti
e permette alla vita
di non scivolare via.
Non se ne accorge quasi nessuno,
di chi fa questo lavoro silenzioso.
Eppure, senza,
saremmo solo acqua che non impara,
stagioni senza memoria.
Non so quando ho iniziato a capirlo.
Forse quando ho smesso di cercare luce
e ho iniziato a cercare equilibrio.
Ci sono nomi
che non spiegano,
ma tengono.

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