
[intro — spoken, voce calda e sospesa] A volte mi chiedo se il cielo abbia mai provato a toccare qualcosa davvero. Se guardandoti dall’alto non abbia desiderato essere terra, solo per sentirti camminare su di lui.
[verse 1 — ritmato]
Il cielo non ha confini definiti, copre mondi, sogni, pianeti smarriti. È la cosa più infinita all’orizzonte, ma invidia la terra — le tue impronte. Vorrebbe toccarti, sfiorarti col vento, ma resta a guardarti da troppo tempo. Non sente il tuo profumo, lo immagina appena, e ogni speranza si scioglie come luce serena.
[chorus — cantato/melodico]
Anche se è l’essenza dell’universo, senza te si sente perso. Non sa piangere, ma sa piovere, è così che prova a commuoverti. Ti cerca per pochi secondi, mentre corri sotto i tuoni profondi, creando arcobaleni sopra la sorte, ponti di luce tra vita e amore forte.
[verse 2 — ritmato e intenso]
L’infinito non lo rende completo, è solo un assaggio, un sapore segreto. Sa cos’è giusto, cos’è sbagliato, e che tu sei pura, senza peccato. E quando incrocia il tuo sguardo, non sa più sognare, resta bloccato. Il destino, crudele, gioca il suo gioco, incastrandolo in un amore di fuoco.
[bridge rap — flow continuo, voce più calda]
Vorrei parlarti ma resto muto, tra mille stelle cerco il tuo punto. Ti guardo e mi sento cadere giù, anche l’eterno non mi basta più. Respiro il silenzio che mi lasci addosso, sei la mia calma, il mio paradosso. E mentre scende pioggia dal mio cuore, capisco che pure il cielo sa fare l’amore.
[final chorus — emotivo e crescente]
Anche se è l’essenza dell’universo, senza te si sente perso. Non sa piangere, ma sa piovere, è così che prova a sfiorarti. E anche se non può toccarti mai, tu gli dai forma, tu gli dai i guai, sei la sua fine e il suo principio, sei la sua tempesta e il suo silenzio.
[outro — spoken, voce lontana e malinconica]
Forse è questo il senso del cielo… restare infinito, ma sentire troppo. E amare… senza mai poter cadere.
