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🕰️ La carne del tempo

Io mi appoggio qui.
Non per fermarmi, ma perché correre non serve.
La fretta non ha mai costruito nulla, ha solo eroso la memoria delle cose.

La vita mi passa davanti con la calma di chi sa che tanto vince sempre lei.
Dall’alba dei tempi la storia ha premuto l’acceleratore, e io non sono mai riuscito a immettermi nel flusso.
Mi manca il flow, come dicono quelli che non sanno più stare fermi.

Eppure — mi dico — siamo tutti fatti della stessa carne del tempo.
Siamo tempo.
O, più precisamente, i suoi escrementi: quello che resta dopo che ci ha masticati, ingoiati e risputati.
Quando ci va bene, finiamo sputati; quando va male, usciamo dalla parte sbagliata della storia.

Provo a saltare nel fiume, ma cado in un tritacarne fatto di carne.
Di ossa, di polvere, di epoche.
Quelle ossa dure che chiamano “l’ossatura della realtà”.

Alzo il mio corpo fatto di universo, con molta fatica.
Ogni muscolo ricorda un’era geologica, ogni respiro un errore cosmico.
Mi guardo intorno e capisco che la memoria è l’unico organo che non possiamo trapiantare.

Quando svanisce, non basta svitare quattro viti e cambiare disco:
non funziona come un hard disk, non puoi installare un nuovo passato.

Ci serve qualcosa di più profondo.
Il confine tra software e hardware.
Tra corpo e anima.
Tra realtà e universo.

E forse è proprio lì — in quella linea invisibile che ci attraversa —
che il tempo, per un attimo, ci riconosce.

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Risposte

  1. Avatar @desire760

    Stavo cercando quella poesia di cui abbiamo parlato, ma ho girato tutto il blog e non l’ ho trovata ,ma scorrendo il blog mi ha incuriosita questa:
    “La carne del tempo” è un titolo che mi ha subito colpito, e la poesia non delude.

    La tua poesia è un’espressione profonda e filosofica della nostra relazione con il tempo.
    Il tempo è visto come una forza che ci porta via, che ci erode e ci trasforma, ma anche come qualcosa che ci unisce e ci rende parte di una storia più grande.
    Mi piace come tu giochi con le parole e le immagini, creando un flusso di pensieri che porta a riflettere sulla natura del tempo e della memoria.
    La frase “La vita mi passa davanti con la calma di chi sa che tanto vince sempre lei” è particolarmente bella e vera.

    La parte finale, con l’immagine del tempo che ci riconosce, è un tocco di poesia che ti lascia senza fiato. È come se tu stessi dicendo che, nonostante tutto, il tempo ci appartiene, e noi appartiamo al tempo.

    La vita è proprio un flusso continuo, e noi siamo parte di questo flusso, senza sapere esattamente dove inizia e dove finisce.
    È un pensiero che può essere difficile da accettare, ma è anche liberatorio, in un certo senso.

    Anch’io penso che “siamo un carnaio di cui nessuno sa da dove inizi e dove finisci”.
    È come se fossimo parte di un grande puzzle, e ogni pezzo è connesso agli altri, senza un inizio o una fine netta.
    E sì, fa male pensarlo, ma è anche un invito a vivere il presente, a godere del momento, perché è tutto ciò che abbiamo.
    Sai, mi fa pensare a una frase di un altro grande scrittore, Jorge Luis Borges: “Il tempo è la sostanza di cui sono fatto. Il tempo è un fiume che mi porta via, ma io sono il fiume ; è una tigre che mi sbrana, ma io sono la tigre ; è un fuoco che mi consuma, ma io sono il fuoco”. C’è una certa similitudine non pensi sia così ?
    Scusami se mi sono dilungata !
    Un abbraccio 🤗e Dolce Serata,ciao Gianni!🙏🏻👍🏻🙋🏻🫶🏻🤍

    1. Avatar fuoconero78

      Hai fatto benissimo a dilungarti, anzi… grazie.
      Sono quelle riflessioni che non vanno mai interrotte a metà.

      La poesia che cercavi prima probabilmente è più indietro nel blog, se vuoi poi te la ritrovo con calma 😉
      Ma sono felice che “La carne del tempo” ti abbia chiamata così, quasi da sola.

      Quello che dici sul tempo è esattamente il punto che mi ossessiona: non come qualcosa che ci scorre addosso, ma come qualcosa di cui siamo fatti.
      Per questo la frase di Borges che citi è potentissima, e sì… la sento molto vicina.
      Non perché l’abbia “pensata come lui”, ma perché quando si scava lì, in profondità, si finisce inevitabilmente nello stesso fiume.

      L’idea che il tempo ci riconosca, più che distruggerci, per me è una specie di resa reciproca:
      non lo vinciamo, ma nemmeno ne siamo solo vittime.
      Siamo quel carnaio senza confini netti, come dici tu, ma proprio per questo vivi adesso, intrecciati agli altri pezzi del puzzle.

      Fa male pensarci, sì.
      Ma è un dolore che toglie il superfluo e lascia il presente nudo, e forse più vero.

      Ti abbraccio anch’io 🤍
      e grazie davvero per aver letto, sentito e restituito tutto questo.
      Dolce serata 🌙

  2. Avatar @desire760

    Grazie sempre a te per scrivere come se fosse lo scopo principale della tua vita…” Vivi per scrivere ” e non viceversa : ” Non scrivi per vivere ” che avrebbe un altro significato… Grazie Gianni alla prossima… Ciao 😚

    1. Avatar fuoconero78

      Faccio quello che posso, per continuare a respirare…

  3. Avatar @desire760

    Devi respirare e cercare sempre di lavorare e scrivendo lasciare emozioni che possano riempire sia il cuore che la mente. Ci sono momenti in cui mi sembra superfluo scrivere, ma quando riesco a scrivere è come se scaricassi un peso che mi opprime e mi dilania. Notte notte e a domani 🤍🙏🏻👍🏻🌃

    1. Avatar fuoconero78

      Una notte dolce come te…

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