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Lettera d’aria

Una folata di vento,
una direzione da seguire.
Tutti insieme, come un corpo solo,
che si muove,
che respira,
che si sostiene.

Volano in formazione,
non per obbedire,
ma per risparmiare forza.
Ogni battito d’ala
apre la strada a chi segue,
e quando chi è avanti si stanca
cede il vento,
non il posto.

Forse gli anglosassoni ne furono affascinati,
e lo stormo si fece storm,
da danza a tempesta,
da difesa a libertà.

Perché l’unione fa la forza,
ma non è solo forza:
è respiro all’unisono,
è ordine dentro il caos,
è un movimento antico
che taglia il cielo come una V,
come una lettera d’amore collettiva,
scritta sull’aria
da chi non vuole essere preda,
ma parte del vento.

Un apparente caos è il vero ordine.
E forse anche noi,
se sapessimo volare insieme,
scopriremmo che la libertà
non è solitudine,
ma fiducia.

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