Sento un rumore dentro di me
Ma non è il rumore delle sistole.
È più uno sciabordio,
più un urto contro gli scogli dell’anima.
Sento anche la forza con cui sbatte dentro di me,
tanto che a volte mi sposta
e mi fa cambiare decisione.
Tutta quest’anima, a volte, non riesce a sfogarsi —
e allora la pressione la fa salire,
uscendo dagli occhi,
da dove escono degli tsunami
che lavano me e il mondo.
Per mondarlo.
Pulirlo un po’.
Lo abbiamo sporcato troppo, a volte.
Cerco di lucidare almeno il mio metro quadro,
il mio millimetro quadro.
“Questa città non è abbastanza grande per tutti e due.”
Figurati la mia anima:
sta già stretta a me,
come una camicia presa quando ero magro.
E allora mi decomprimo —
dagli occhi —
perché anche se l’amore, a volte, affoga una lacrima,
io ho dovuto imparare a nuotare.
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