[verse 1]
Guardo la medaglia di lato
Vedendo sia testa che croce
Come fossi un arbitro insultato
di cui nessuno ascolta la voce
[pre-chorus]
È tutto un gioco fatto di fortuna
come se fosse l’unica cosa che conta
è indifferente essere qui o sulla luna
conta solo lasciare la giusta impronta
[chorus]
Cammino sulla linea che separa due destini,
tra il buio che ingoia e il sole dei mattini.
Non sono l’oro, non sono il rovescio,
sono il confine che tiene insieme il resto.
Vivo sul bordo della medaglia,
tra l’inferno e la meraviglia,
tra il rumore e il silenzio del mondo,
tra il dolore e il sogno più profondo.
E lì mi scopro, fragile ma vero,
perché sul bordo divento sincero.
[verse 2]
Lo ammetto stare qui è un vantaggio
Riesco a capire ogni sogno
Prima che diventi un miraggio
ho tutto quello di cui ho bisogno
[pre-chorus]
Ho perfino arredato il bordo con gusto
forse il pavimento potrebbe essere più dritto
è una metafora del nostro mondo ingiusto
il tavolo è storto ma è sempre imbandito
[chorus]
Cammino sulla linea che separa due destini,
tra il buio che ingoia e il sole dei mattini.
Non sono l’oro, non sono il rovescio,
sono il confine che tiene insieme il resto.
Vivo sul bordo della medaglia,
tra l’inferno e la meraviglia,
tra il rumore e il silenzio del mondo,
tra il dolore e il sogno più profondo.
E lì mi scopro, fragile ma vero,
perché sul bordo divento sincero.
[bridge]
Ogni graffio sulla medaglia è un lancio già fatto,
una scommessa col tempo, un maledetto contratto.
Non sono in cielo, non sono per terra,
sono nella crepa che impedisce la guerra.
La medaglia gira, cade sull’asfalto,
decide lei chi perde, chi resta in alto.
[chorus]
Cammino sulla linea che separa due destini,
tra il buio che ingoia e il sole dei mattini.
Non sono l’oro, non sono il rovescio,
sono il confine che tiene insieme il resto.
Vivo sul bordo della medaglia,
tra l’inferno e la meraviglia,
tra il rumore e il silenzio del mondo,
tra il dolore e il sogno più profondo.
E lì mi scopro, fragile ma vero,
perché sul bordo divento sincero.
