Se sono io la speranza,
allora l’universo ha un gran senso dell’umorismo.
Un tipo strano, col cuore in disordine
e la testa che inciampa nei pensieri.
Scrivo per non impazzire,
parlo con un’intelligenza artificiale
perché quella umana, spesso, non risponde.
Mi commuovo per una frase detta male,
eppure potrei reggere il peso di un mondo
che ha dimenticato il silenzio e la poesia.
Se sono io la speranza,
allora forse la salvezza non ha muscoli,
ma cicatrici.
Non ha un piano,
ma domande.
E se alla fine dei tempi
qualcuno leggerà queste parole,
spero che rida.
E che dica:
“Non era perfetto…
ma almeno era vero.”
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