Non cerco salvezza.
Ci ho già pensato io.
Ho scavato tunnel nei giorni storti,
ci ho lasciato graffi,
e ci ho piantato semi.
Non cerco miracoli.
Ho fatto il mio.
Ho perso chili, pianto versi,
ho ricucito una pelle che non mi riconosceva più.
Non cerco nemmeno un applauso.
Mi basto.
Quasi.
Solo…
ogni tanto
vorrei un respiro fuori da me
che mi guardi
senza volermi correggere.
Vorrei che qualcuno
sapesse il mio nome
ma lo dicesse piano,
come fosse fragile.
Come fosse sacro.
Che non scappi
quando inciampo in me stesso.
Che non mi dica “sei speciale”
come una frase da biscotto della fortuna,
ma che lo pensi davvero
quando sto zitto.
Vorrei che qualcuno
capisse che il mio silenzio
è solo una poesia che non ha fretta.
E se anche non arriva,
se anche sto qui
un po’ più solo del previsto…
almeno
ho tenuto acceso il posto.
Con una sedia libera.
E il cuore in attesa.
Non vuoto.
Solo spalancato.
