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“Inadeguato”

Mi porto addosso un’etichetta invisibile,
che non riesco a staccare.
Non fa rumore,
ma graffia la pelle come carta vetrata.

“Inadeguato.”
Così mi sento.
Anche nei giorni in cui va tutto bene,
anche quando sorrido davvero.

Come se fossi nato
con la taglia sbagliata per il mondo.
Troppo largo nei sentimenti,
troppo stretto nella voce.

Parlo poco,
ma penso troppo.
E quando parlo
mi sento sempre fuori tempo,
come un applauso partito in anticipo
durante un minuto di silenzio.

Mi sento un invito mai spedito,
una canzone senza strofa,
una sedia lasciata vuota
in una festa che non ho chiesto.

Ma sai che c’è?
Sto imparando a starci,
in questo spazio che mi pesa.
A respirare comunque,
anche se l’aria è stretta.

Perché forse
non sono io a essere troppo.
Forse è il mondo
che si è abituato a troppo poco.

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