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Rientri…

Rientri…

Sarà colpa del voyeurismo,

del fascino del luogo del delitto,

ma mi trovo costretto a tornare,

magari ogni giorno,

magari solo per aggiungere due versi a “Perché…”

o solo per toccare di nuovo questa terra,

capire esattamente di cosa è fatta,

se è fertile,

se è brulla,

se c’è molta acqua,

magari radioattiva,

ma pur sempre acqua,

che illude,

che uccide dopo aver illuso,

illuso un albero di poter crescere,

ma facendogli creare frutti tossici,

che attendono solo il mio rientro,

travestiti da frutti perfetti,

da mangiare con la buccia e senza lavarli,

illudendoci di farci del bene,

in fondo partire è un po’ morire,

e in questo caso anche tornare…

 

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