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Campo lungo…

 

Campo lungo…

 

 

Quel sorriso amaro,

fatto di strade sbagliate,

spacciate per giuste,

per scorciatoie,

ostentando una sicurezza,

a cui non si crederà mai,

ne il sorridente,

ne chi lo riceve (o subisce?)

poi la telecamera si allontana,

da quella plastica a forma di volto,

finché non diventa solo un puntino,

sfocato,

non si vede nemmeno il lifting da qui,

e si comincia a camminare in questo corridoio,

per raggiungere la plastica,

per finirla,

per strapparla,

da quel volto inutile,

per scoprire la sincerità delle ossa,

del sangue,

che portano i veri segni del tempo,

senza sotterfugi,

false promesse & sorrisi,

come rompere la carta di un regalo,

con il regalo più bello e più brutto contemporaneamente,

…verità…

 

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