body{font-size:0!important}body>.wp-site-blocks,body>#wpadminbar,body>#fn-article-nav,body>#fn-inner-hero,body>.wp-site-blocks main,body>.wp-site-blocks footer{font-size:16px!important}footer.wp-block-template-part{background:#080909!important;color:#cfc7be!important;border-top:1px solid #302525!important}footer.wp-block-template-part *{color:#cfc7be!important}footer.wp-block-template-part a{color:#df3c36!important}

Assurdo…

Assurdo…

Come gli orologi molli di Dalì,
o il suono che può avere la memoria,
il chiedersi se un paralitico preferisce avere le gambe o no,
se sono un peso,
o una flebile speranza,
come confrontarsi con uno specchio,
che raddoppia la stanza,
illudendo,
mentre urla tutto il suo silenzio,
Silenzio,
sottovalutato,
sopravvalutato,
una conoscenza che a volte è meglio non fare,
o non avere,
magari con dei medici,
che per cercare di salvarti,
ti avvicinano alla morte,
sempre più a fondo,
in quel sonno profondo,
che non regala neanche incubi,
ma un’angoscia infinita…

🔥 Hai sentito una scintilla?
Puoi sostenere Fuoconero, il sito e le prossime storie.
Lascia una scintilla

Rispondi

Scopri di più da Momenti che diventano parole

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere

Lascia una scintilla