Assurdo…
Come gli orologi molli di Dalì,
o il suono che può avere la memoria,
il chiedersi se un paralitico preferisce avere le gambe o no,
se sono un peso,
o una flebile speranza,
come confrontarsi con uno specchio,
che raddoppia la stanza,
illudendo,
mentre urla tutto il suo silenzio,
Silenzio,
sottovalutato,
sopravvalutato,
una conoscenza che a volte è meglio non fare,
o non avere,
magari con dei medici,
che per cercare di salvarti,
ti avvicinano alla morte,
sempre più a fondo,
in quel sonno profondo,
che non regala neanche incubi,
ma un’angoscia infinita…
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