L’ho scoperto per caso,
come fosse una malattia grave,
silente,
latente,
che era lì solo per consumarmi un po’ alla volta,
senza accorgermene,
ho scoperto che cerco sempre di rendere immortali,
cose che mi fanno morire,
perché l’unico che riesce a capirmi,
è il foglio,
che riflette i miei pensieri,
esattamente come glieli affido,
rispondendomi a domande non ancora fatte,
con la semplicità,
che solo la lettura sa offrire,
sapendo in anticipo,
come un spia dal futuro,
tutto quello che mi ha fatto,
o farà soffrire…
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bellissimo pensiero