Tutte le lingue dell’universo,
hanno ironicamente solo due cose in comune,
l’amore e la morte,
sono le uniche cose uguali,
in ogni quadrante della galassia,
viste con gli stessi occhi anche da persone diverse,
solo l’inizio e la fine,
hanno lo stesso sapore,
lo stesso colore,
la stessa immagine,
ma sono le uniche due cose comuni,
ci sono cose estremamente soggettive,
come il momento da cui posso definirmi “uomo”,
dipende dall’età?
Dall’esperienza,
da me?
Non lo so,
e so non lo so io,
non può saperlo nessun altro,
o forse tutti,
magari sanno che non lo diventerò mai,
e non me lo dicono per pietà,
per illudermi,
con la speranza,
che un giorno anche io,
riesca a capire,
la parola,
UOMO…
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