
Stanze…
In quale pensi di essere?
All’interno,
o all’esterno,
di tutte le distanze,
dei luoghi in cui arriverai,
anche senza alzarti,
solo viaggiando,
senza spostarti,
senza il corpo,
come se fosse un peso,
e non servisse una stanza per contenerlo,
ma solo a imprigionarlo,
con la mente che corre libera,
e non riesce a restare in quella stanza,
ma compre un incredibile distanza,
in un tempo infinitesimale,
che a stento si possa dire che sia trascorso,
hai capito adesso in quale stanza sei?
Le vedi quelle due finestre rotonde?
Che in modo automatico di adattano alla luce,
e ogni tanto si aprono e chiudono?
E quando le attraversa l’orrore del mondo si girano da un’altra parte?
Più per vigliaccheria che per compassione,
adesso cerca di uscire da questa stanza,
e tornare tra la gente,
non restare succube della tua mente,
ma apri la porta,
senza dover temere niente…
