Cadendo…
Una parola via l’altra,
in fila,
ogni tanto a capo,
credendo di saper scrivere,
ma non è così semplice,
e il verso si sbilancia,
cade,
senza aver trovato quella parola,
cercandola inutilmente,
accontentandosi,
come se si sentisse un “piacere doloroso”,
come se si cadesse da 80 metri,
sul morbido,
poi ci si rialza,
sicuramente con qualcosa di rotto,
ma ci si rialza,
chiedendo si se è quello che si voleva,
se era meglio trovare un “surrogato” della parola,
oppure non trovarla affatto…
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