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Poesie…

Poesie…

Per quale motivo,

ci si rifugia nella scrittura?

Perché si torna sempre qui,

a imbrattare fogli virtuali?

A guardare una cosa da mille punti di vista diversi,

dire mille parole per dirne una sola,

perché anche se sembra sempre diversa,

è sempre la stessa,

perché chiedersi di che colore è il mare?

Dato che si sa che è lo stesso del cielo,

non serve cercare quel termine unico,

che magari significa tutt’altro,

e finisce per squilibrare tutto il verso,

tutti i versi,

e vedere frammenti di lettere dove non dovrebbero esserci,

che si riflettono in se stesse,

sdoppiandosi,

creando qualcosa di nuovo,

ma uguale a prima,

visto sotto un’altra luce,

ancora,

come se la poesia si scrivesse da sola,

con le stesse lettere,

ma tutte quante mischiate…

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